Ecco cosa faceva una donna sulla tomba di molti bambini defunti, una cosa vergognosa

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Prendeva di mira soprattutto le tombe dei più piccoli all’interno del cimitero di San Donà di Piave e, probabilmente, quello di Passarella, nel Veneziano: non è un caso se nella sua abitazione sono stati trovati qualcosa come duemila pupazzetti, oltre a rosari, statuine, giocattoli, cimeli sacri privi di valore economico ma di grande valore affettivo, per coloro che li avevano depositati accanto ai sepolcri dei propri familiari.

La polizia locale ha ora individuato la responsabile di quei furti. Si tratta di una donna residente nel Sandonatese. L’ultimo caso era la sottrazione avvenuta il giovedì precedente la Pasqua. Da allora si è sviluppata una lunga indagine condotta dalla polizia locale di San Donà, e in particolare dal vicecomandante Paolo Carestiato, con la collaborazione del Comando di Musile. La donna è stato inchiodata giovedì mattina e denunciata a piede libero: si tratta di una cinquantenne, madre di famiglia, di nazionalità italiana, in qualche spinta da questo bisogno incontrollabile di impossessarsi degli oggetti trovati sulle lapidi.

La perquisizione nella sua abitazione ha, come detto, permesso di scovare gli oggetti scomparsi, portati tutti al comando di polizia locale in via Ungheria Libera. “Questa è una situazione molto triste – spiega Carestiato – Verosimilmente la persona individuata compulsivamente sottraeva ricordi dai cimiteri per accumularli in casa propria.

Siamo di fronte a una persona che ha bisogno di aiuto. Invitiamo chi avesse subito sparizioni di ricordi dalle tombe dei propri cari a rivolgersi al Comando nei normali orari di apertura. Si invita a tenere conto della delicatezza della situazione e a non aggiungere dolore a chi già lo ha provato”.

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