Bambino rimane in acqua senza respirare per 15 minuti, i medici non si spiegano come si sia salvato

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Una vicenda che ha dell’incredibile quella accaduta ad un bambino che, nonostante sia rimasto in acqua senza respirare per 15 minuti, è riuscito a salvarsi.

I medici non sanno darsi una spiegazione ma è accaduto proprio così.

La vicenda si è svolta a Sarnico, sul Lago di Como.

Appena recuperato dal’acqua è stato trasportato con l’elisoccorso presso l’ospedale “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo ma è arrivato in condizioni disperate.

E’ stato trattato con la Ecmo, una tecnica di circolazione extracorporea che viene praticata quando i soggetti presentano una  insufficienza cardiaca o respiratoria grave.

Ma gli stessi medici avevano poche speranze.

Luca Lorini, direttore del Dipartimento di Anestesia e rianimazione del Papa Giovanni, ha detto così: «Quando l’elisoccorso lo ha portato in ospedale eravamo già pronti. Gli abbiamo infilato due grosse cannule, una nella vena giugulare, l’altra in quella femorale, attraverso le quali abbiamo prelevato il sangue del giovane, che era privo di ossigeno, e lo abbiamo ossigenato di nuovo. Questo lavoro è durato cinque giorni e l’obiettivo era quello di recuperare la funzionalità dei polmoni e del cuore».

E poi continua così:  «tolte le cannule, per altri cinque giorni, lo abbiamo tenuto sotto controllo con il ventilatore con il tubo, fino a quando lo abbiamo risvegliato e abbiamo constato che le sue condizioni erano migliorate tantissimo. Quando si è svegliato nel letto del reparto di Rianimazione, ha chiesto: ’Ma cosa ci faccio qui?’. Devo dire che è andato tutto bene, anche perché chi lo ha soccorso a Sarnico non ha sbagliato nulla e ha fatto un lavoro straordinario».

Il direttore generale del Papa Giovanni, Carlo Nicora ha dichiarato così:  «Esperienza, tecnologia e tenacia: così abbiamo salvato Assane, che dopo un po’ di riabilitazione potrà tornare a giocare a calcio e potrà tornare alla sua vita di prima».

Appena dimesso dall’ospedale il bambino ha detto così: «Mi ricorderò sempre di voi. Adesso, per fortuna, sto bene, anche se dell’incidente non ricordo nulla. Voglio ringraziare tutti, soprattutto i miei amici di scuola» .