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Treni in tilt, Capezzone attacca Bersani: “Ritardi? Erano sabotaggi della sinistra radicale”

Scontro politico dopo il post di Bersani sui ritardi ferroviari. Capezzone accusa: non disservizi, ma azioni organizzate legate alle proteste contro le Olimpiadi.

Il caso Bersani e il post sui ritardi alla stazione di Rimini

Polemica politica dopo la pubblicazione, da parte di Pier Luigi Bersani, di una foto scattata alla stazione di Rimini con il tabellone delle partenze ferroviarie segnato da numerosi ritardi.
L’ex segretario del Partito Democratico ha condiviso l’immagine sui propri canali social accompagnandola con un messaggio critico sulla situazione del trasporto ferroviario.

Il contenuto è stato interpretato da alcuni osservatori come una critica indiretta al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
Il post ha però provocato la reazione del direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone, che ha contestato la lettura dell’episodio.

Secondo Capezzone, i ritardi registrati non sarebbero riconducibili a problemi ordinari di gestione del servizio, ma a eventi legati a tensioni e azioni di protesta avvenute nei giorni precedenti.

Le accuse di Capezzone: “Non disservizi ma azioni organizzate”

Il direttore del quotidiano ha interpretato il post come una provocazione e ha collegato i disagi ferroviari alle mobilitazioni degli ambienti antagonisti contro le Olimpiadi.

“C’è ancora chi fa finta di non capire (…) I Giochi erano nel mirino degli antagonisti che avrebbero fatto di tutto per un sabotaggio in mondovisione, com’è infatti puntualmente accaduto con le violenze e i blocchi ferroviari dell’altro ieri”.

Nella sua ricostruzione, Capezzone ha parlato di una rete di gruppi radicali impegnati in azioni coordinate e in una strategia di pressione continua contro le istituzioni e le forze dell’ordine.

“C’è una galassia antagonista, lungamente coccolata a sinistra, che punta a una specie di guerriglia permanente: attacchi continui alla polizia, blitz a ripetizione, azioni sempre più violente…”.

Il contesto delle tensioni e il dibattito sulla sicurezza

Capezzone ha inserito la vicenda in un quadro più ampio di tensioni registrate negli ultimi mesi in diverse città italiane, citando episodi di scontri e proteste.

“A Torino, oltre al poliziotto martellato, ci sono stati 100 agenti feriti e pietre lanciate con le catapulte. A Milano, l’altra sera, contro la polizia, sono stati sparati fuochi d’artificio. Questo dà l’idea del livello dello scontro”.

Nel suo intervento, il direttore ha espresso un giudizio positivo sul decreto Sicurezza recentemente approvato dal governo, sostenendo la necessità di ulteriori interventi operativi e di un rafforzamento della risposta dello Stato.

“Si aggira per le trasmissioni tv chiedendo dove sia la destra liberale. Bel coraggio: lui sabato ha postato un tabellone di ritardi ferroviari come se si trattasse di disservizi. Egregio Bersani, era un sabotaggio degli antagonisti: compagni di quelli a cui i sindaci di sinistra concedono basi logistiche. Ne vogliamo parlare?”.

Lo scontro politico si inserisce nel clima di confronto sempre più acceso sui temi della sicurezza, dell’ordine pubblico e della gestione delle proteste nelle principali città italiane.