Derby Inter-Milan, esplode la polemica: il tocco di mano di Ricci e il VAR che non interviene

Nel derby tra Inter e Milan scoppia la polemica per il tocco di braccio di Ricci in area: Doveri lascia correre e il VAR non interviene.

Il derby tra Inter e Milan si chiude con un episodio che accende immediatamente le proteste nerazzurre. Nel finale della partita un tocco di braccio di Samuele Ricci in area rossonera scatena la richiesta di calcio di rigore da parte dei giocatori dell’Inter, ma l’arbitro Daniele Doveri decide di lasciar proseguire senza assegnare la massima punizione. Una decisione che ha immediatamente generato polemiche e interrogativi anche sul mancato intervento del VAR.

Il caso Ricci nel derby Inter-Milan

L’episodio contestato arriva nei minuti di recupero del derby. Durante l’ultima azione offensiva dell’Inter, Denzel Dumfries colpisce di testa all’interno dell’area del Milan. Il pallone rimbalza e termina sul braccio di Samuele Ricci, che subito dopo controlla la sfera e riesce ad allontanarla.

I calciatori nerazzurri reagiscono immediatamente chiedendo il calcio di rigore, convinti che il tocco di mano sia punibile. L’arbitro Daniele Doveri, però, decide di non fermare il gioco e lascia continuare l’azione.

La posizione del direttore di gara è uno degli elementi centrali dell’episodio. Al momento del colpo di testa di Dumfries, infatti, Doveri si trova alle spalle di Ricci e non ha una visuale diretta sul contatto tra il pallone e il braccio del centrocampista rossonero.

Proprio per questo motivo molti si aspettavano un intervento della sala VAR, che invece non è arrivato. L’arbitro non è stato richiamato al monitor per una revisione dell’azione.

La valutazione del VAR e la regola sul tocco di mano

Per comprendere la decisione arbitrale bisogna fare riferimento alla Regola 12 dell’IFAB, che disciplina i falli di mano. Secondo il regolamento, il tocco diventa punibile quando il braccio si trova in una posizione innaturale oppure quando aumenta il volume del corpo.

Nel caso di Ricci, dalle immagini televisive il pallone sembra effettivamente colpire il braccio del giocatore del Milan. Tuttavia la valutazione si concentra su due elementi fondamentali: la distanza ravvicinata tra il colpo di testa di Dumfries e l’impatto con il braccio, e il movimento dell’arto del centrocampista.

Secondo questa interpretazione, il gesto di Ricci potrebbe essere stato valutato come un tentativo di togliere il braccio dalla traiettoria del pallone, piuttosto che come un movimento volto ad aumentare il volume corporeo.

Un altro elemento considerato è la cosiddetta “sagoma del corpo”. Se il pallone colpisce un braccio che si trova all’interno della sagoma naturale del giocatore, l’episodio può essere ritenuto non punibile.

Il confronto con altri episodi e le polemiche dopo la partita

La decisione presa nel derby tra Inter e Milan ha inevitabilmente riaperto il dibattito sull’uniformità delle interpretazioni arbitrali in Serie A.

Diversi osservatori hanno infatti paragonato l’episodio al caso avvenuto nella scorsa stagione durante Inter-Lazio, quando un tocco di mano di Yann Bisseck fu punito con il calcio di rigore. In quella circostanza il braccio del difensore nerazzurro era largo e aumentava chiaramente il volume del corpo.

Nel caso di Ricci, invece, la situazione appare più complessa. Il movimento del braccio potrebbe essere stato interpretato come un gesto naturale di chiusura, senza volontà di ostacolare il pallone.

Resta però il dubbio principale sollevato da molti: perché il VAR non abbia quantomeno richiamato l’arbitro Daniele Doveri per una revisione al monitor. In numerosi episodi simili verificatisi nelle ultime stagioni, infatti, il direttore di gara è stato invitato a rivedere l’azione attraverso l’on field review prima di prendere una decisione definitiva.

Il derby tra Inter e Milan si chiude quindi con un episodio destinato a far discutere ancora a lungo, soprattutto tra i tifosi nerazzurri, convinti che quel tocco di mano potesse cambiare il finale della partita.

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