Scontro in maggioranza per crisi energetica, Lega rilancia sul gas russo, contrari FI e FdI
Crisi energetica al centro del dibattito: governo tra missioni diplomatiche, piano emergenza e tensioni interne su extraprofitti e forniture dalla Russia.
Crisi energetica Italia, il piano del governo tra diplomazia e emergenza
Lo spettro del razionamento energetico torna a pesare sul dibattito politico italiano, mentre il governo guidato da Giorgia Meloni si muove su più livelli per fronteggiare una crisi che potrebbe avere effetti immediati sull’economia nazionale. Il contesto internazionale resta segnato dalle tensioni nel Golfo Persico, con ripercussioni dirette sui mercati energetici.
Sul piano diplomatico, la presidente del Consiglio è rientrata da una missione in Arabia Saudita e Qatar, considerata strategica per rafforzare i rapporti e garantire nuove forniture. Parallelamente, a Palazzo Chigi e al Ministero dell’Ambiente si lavora a un piano di emergenza da attivare qualora le scorte energetiche dovessero ridursi in modo significativo.
A livello europeo, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha promosso un’iniziativa con altri Paesi membri per chiedere alla Commissione europea l’introduzione di una tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche, con l’obiettivo di sostenere famiglie e imprese colpite dall’aumento dei costi.
Scontro nella maggioranza su gas russo e sanzioni
Nonostante una linea comune sulla necessità di interventi urgenti, all’interno della maggioranza emergono posizioni differenti. In particolare, la Lega insiste sulla possibilità di riconsiderare le forniture di petrolio e gas dalla Russia, tema che riapre il confronto sulle sanzioni adottate dopo il conflitto in Ucraina nel 2022.
In una nota ufficiale, il partito ha sottolineato: “Il sostegno a famiglie e imprese è urgente e non rinviabile: l’Europa prenda atto della situazione internazionale e valuti le forniture di petrolio e gas dalla Russia. I nostri cittadini devono essere difesi”.
Sulla stessa linea il senatore Giorgio Maria Bergesio, che ha dichiarato: “la linea indicata da Matteo Salvini è la strada più concreta da seguire, ovvero di fronte alla crisi energetica che coinvolge famiglie e imprese, anche con il caro carburanti, servono pragmatismo e realismo, non pregiudizi ideologici”.
E ancora: “Se anche FederPetroli riconosce che su petrolio e gas russo va valutata ogni soluzione utile, significa che il tema è serio e va affrontato con senso di responsabilità, per tutelare famiglie e imprese. In tal senso va valutato oggettivamente come le sanzioni a Mosca non hanno portato nulla di positivo”.
Il deputato Luca Toccalini ha aggiunto: “Questa è la linea indicata dal nostro segretario Matteo Salvini – che sosteniamo con forza – condivisa appieno da Federpetroli e dal suo presidente Michele Marsiglia. Gli italiani non possono permettersi di pagare bollette stellari: faremo tutto il possibile per impedirlo”.
Extraprofitti e richiesta all’Ue, la mossa dell’Italia
Sul fronte economico, il governo ha avanzato una richiesta formale all’Unione Europea per introdurre una tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche. La proposta, sostenuta anche da altri Paesi come Spagna, Germania, Portogallo e Austria, punta a creare un contributo temporaneo per mitigare l’impatto dei rincari su cittadini e imprese.
La lettera è stata firmata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e trasmessa alla Commissione europea, che ha avviato le valutazioni sul tema.
Nel frattempo, il confronto interno alla maggioranza resta aperto, con posizioni diverse su come affrontare la crisi energetica e garantire la sicurezza delle forniture nel breve e medio periodo.