Marco Rizzo critica UE e governo Meloni per i fondi all’Ucraina e i possibili effetti su sanità, scuola e conti pubblici italiani.
Marco Rizzo e UE: le accuse sui fondi all’Ucraina
Le dichiarazioni di Marco Rizzo si concentrano sulla decisione dell’Unione Europea di sbloccare un prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina. Secondo il politico, le conseguenze per l’Italia si tradurrebbero in una riduzione delle risorse disponibili per settori chiave.
“Ieri la UE ha sbloccato il prestito di 90 miliardi di € per l’Ucraina. Per l’Italia sono 5,6 miliardi all’anno meno per sanità, scuola, ricerca…”
Il riferimento è all’impatto che tali misure potrebbero avere sui conti pubblici nazionali, in un contesto già segnato da vincoli economici stringenti.
I vincoli di bilancio e il governo Meloni
Nel suo intervento, Marco Rizzo ha richiamato il tema del rapporto tra deficit e Pil, evidenziando il mancato rispetto del limite del 3 per cento. Una condizione che, secondo quanto affermato, limita la possibilità di intervento del governo guidato da Giorgia Meloni.
“Questo accade mentre l’Italia ha mancato il rispetto del vincolo del 3 per cento fra deficit e Pil. Il governo Meloni non può contrarre nuovo debito senza doverlo conteggiare nei vincoli di stabilità.”
Il quadro delineato riguarda quindi le restrizioni imposte dalle regole europee, che incidono sulle politiche economiche nazionali e sulla capacità di spesa.
Il tema del gas e le conseguenze economiche
Nel passaggio finale, Marco Rizzo ha ampliato la riflessione includendo il tema energetico e le scelte adottate a livello europeo.
“In pratica accettiamo un rigore nei conti destinato ad uccidere lo stato sociale e a favorire le privatizzazioni. Dimenticavo, tutti prendono gas russo, tranne noi…”
Le dichiarazioni mettono in evidenza un insieme di criticità che, secondo il politico, riguardano sia la gestione delle risorse economiche sia le strategie energetiche adottate.
