Silvia Salis interviene a Che Tempo Che Fa parlando di primarie, lavoro e diritti, criticando governo e modello politico, con riferimenti a Genova e al campo largo.
Silvia Salis e Genova: il ruolo e le priorità
Ospite della trasmissione Che Tempo Che Fa condotta da Fabio Fazio, la sindaca di Genova, Silvia Salis, è intervenuta sui temi politici nazionali e locali, chiarendo il proprio posizionamento.
“La mia priorità è essere la sindaca di Genova”.
Alla domanda su un possibile ruolo nazionale, la prima cittadina ha ridimensionato le ipotesi, sottolineando il focus sull’attività amministrativa. “Federatrice del campo largo? Io sono molto concentrata sulla mia vita cittadina e quello che stiamo facendo a Genova”.
Secondo quanto dichiarato, l’esperienza amministrativa nel capoluogo ligure rappresenta il centro della sua attività, con una coalizione che, a suo dire, si basa su programmi concreti.
Le critiche alle primarie e il campo largo
Nel corso dell’intervista, Silvia Salis ha affrontato il tema delle primarie all’interno del centrosinistra, esprimendo una posizione critica sul loro utilizzo.
“Non sono una fan delle primarie, sono contraria – ha dichiarato la Salis- agli strumenti che causano divisione: sono una gara in cui devi decidere gli altri di essere migliore delle persone insieme a cui condividi le primarie”.
Secondo la sindaca, questo meccanismo rischia di creare fratture interne e di diventare un elemento di debolezza politica. “Sono state uno strumento di partecipazione, ma creano divisione: meglio parlare di programmi”.
Nel suo intervento ha inoltre fatto riferimento al dibattito sul cosiddetto campo largo, ribadendo come l’esperienza genovese venga spesso indicata come modello per la collaborazione tra forze progressiste.
Diritti, lavoro e attacco al governo
Durante il confronto con Fabio Fazio, Silvia Salis ha toccato anche temi economici e sociali, soffermandosi sul costo del lavoro e sulle difficoltà quotidiane di molti cittadini.
Tra i provvedimenti citati, il riconoscimento di figli nati all’estero tramite procreazione medicalmente assistita. “Io sono cattolica, ho le mie idee personali, ma quando amministri uno Stato laico, devi tutelare i diritti delle persone”.
La sindaca ha quindi aggiunto: “Quello che non capisce la destra, è che questi bambini esistono”.
Infine, il passaggio sulle priorità politiche e sulle critiche ricevute: “Favoletta del benaltrismo che ci propone la destra: come se firmare per questi bambini, sottraesse tempo a occuparsi dello sviluppo economico della città, delle infrastrutture, dei temi del lavoro, del porto”.
Nel suo intervento, Silvia Salis ha fatto riferimento anche alle posizioni del mondo produttivo, sottolineando come: “addirittura Confindustria è arrivata a dare dei segnali di negatività di questo governo. Evidentemente non sono riusciti a occuparsi né dei diritti né di quelli che dicevano di voler difendere, cioè le industrie e le imprese. Si può fare uno e l’altro, ma anche né l’uno né l’altro, come stanno dimostrando”.
