Iran e Stati Uniti, tensione altissima, Trump, “Dopo questa guerra, conquisterò Cuba”

Iran e Stati Uniti al centro di nuove tensioni, dichiarazioni ufficiali parlano di possibile guerra mentre crescono scontri politici e militari sullo scenario internazionale.

Teheran Iran Stati Uniti: ipotesi guerra nelle dichiarazioni ufficiali

Dichiarazioni che alzano il livello di tensione arrivano da Teheran, dove il vice comandante Mohammad Jafar Assadi ha parlato apertamente della possibilità di un nuovo conflitto tra Iran e Stati Uniti. “È probabile una nuova guerra tra Iran e Stati Uniti”, ha affermato, sottolineando che il Paese sarebbe pronto a reagire a eventuali azioni ostili.

Nel corso dell’intervento, Mohammad Jafar Assadi ha aggiunto: “L’Iran è pienamente pronto a fronteggiare qualsiasi mossa ostile” e ha parlato di misure militari già pianificate, definite come “misure sorprendenti” nei confronti del nemico. Secondo quanto dichiarato, la posizione iraniana non cambierebbe anche in assenza di operazioni militari dirette.

Scontro politico negli Stati Uniti su Donald Trump

Parallelamente, negli Stati Uniti, il dibattito politico si è intensificato dopo le parole del presidente Donald Trump, che ha sostenuto che le ostilità in Iran sarebbero terminate e che non sarebbe necessaria un’autorizzazione formale del Congresso.

Le dichiarazioni hanno provocato la reazione dei democratici. La senatrice Jeanne Shaheen ha affermato: “Quello che ha dichiarato non riflette la realtà per decine di migliaia di soldati nella regione. Trump è entrato questa guerra senza strategia e senza un’autorizzazione legale”. Sulla stessa linea il leader democratico Chuck Schumer, che ha dichiarato: “Questa è una guerra illegale e i repubblicani sono complici”.

Tensioni anche su Cuba e nuove mosse militari

Nel corso di un evento in Florida, Donald Trump ha fatto riferimento anche alla situazione a Cuba, dichiarando: “Mi piace finire prima un lavoro. Forse tornando dal Medio Oriente, una delle portaerei potrebbe fermarsi”. Una frase che si inserisce in un contesto già segnato da nuove sanzioni statunitensi verso l’isola.

Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha definito le misure una “punizione collettiva”, parlando di provvedimenti “illegali” e “abusivi”. Nel frattempo, all’Avana si sono registrate manifestazioni davanti all’ambasciata statunitense, in un clima di crescente tensione internazionale che coinvolge più scenari contemporaneamente.

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