Il decreto lavoro del governo Giorgia Meloni introduce sgravi e “salario giusto”, ma divide sindacati e opposizioni con critiche su salari e occupazione.
Decreto lavoro, meloni: “chi sottopaga niente incentivi”
Alla vigilia del Primo maggio, il governo guidato da Giorgia Meloni ha approvato un nuovo decreto lavoro con l’obiettivo di intervenire su occupazione e costo del lavoro. Il provvedimento prevede una serie di incentivi fiscali per le imprese che assumono, con particolare attenzione alle Zes, alle donne e ai giovani sotto i 35 anni.
Le misure si basano su sgravi contributivi destinati ai datori di lavoro, per una spesa complessiva stimata in 934 milioni di euro e una platea potenziale di circa 4 milioni di lavoratori. Al centro del decreto compare anche il concetto di “salario giusto”, legato ai contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative.
«Chi sottopaga i lavoratori non avrà incentivi – ha dichiarato Giorgia Meloni – questo è il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro a fare grande la nostra nazione».
Calderone difende il decreto, nodo rider e critiche sindacali
A sostenere l’impianto del provvedimento è anche la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, che ha parlato di un intervento costruito attraverso il confronto con le parti sociali: «Rappresenta un attento ascolto delle istanze del mondo datoriale e sindacale: non solo le interlocuzioni ci sono ma il governo ascolta».
Tra i punti discussi, anche le nuove norme sui rider. Secondo quanto evidenziato da Il Manifesto, viene introdotto un sistema di identificazione tramite Spid o Carta d’identità elettronica per contrastare fenomeni irregolari. Una misura che ha sollevato perplessità tra alcune organizzazioni sindacali, in quanto potrebbe comportare costi aggiuntivi per i lavoratori.
Sindacati divisi e opposizioni all’attacco: “solo propaganda”
Il decreto ha ricevuto valutazioni differenti da parte dei sindacati. Positivo il giudizio della Cisl, con la segretaria Daniela Fumarola che ha dichiarato: «Siamo molto soddisfatti, ci sono elementi da noi richiesti». Favorevole anche l’Ugl.
Di segno opposto la posizione della Cgil. Il segretario Maurizio Landini ha espresso forti critiche: «Semplicemente danno soldi se un’azienda assume. Lo trovo un po’ singolare: un’azienda assume se ha bisogno di lavorare». E ha aggiunto: «Dovrebbero pagare i lavoratori, aumentare i salari. Questa cosa non la fanno e vorrei che fosse chiaro: questo decreto non dà un euro in più ai lavoratori».
Critiche anche dal fronte politico. Il senatore del Partito Democratico Francesco Boccia ha parlato di «operazione di propaganda», mentre il vicepresidente del Movimento 5 Stelle Michele Gubitosa ha dichiarato: «Il decreto varato oggi dal Governo […] è solo l’ennesima operazione di propaganda».
