Roberto Vannacci critica Antonio Decaro a Bari sul caso Emiliano: polemica sugli incarichi e gestione della Puglia, tra attacchi e proposte politiche.
Vannacci e Puglia: “Decaro pensi ai pugliesi”
A Bari, durante l’inaugurazione del comitato costituente di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci ha attaccato la gestione politica regionale intervenendo sul ruolo di Antonio Decaro.
Il riferimento è alla richiesta avanzata dalla Regione Puglia al Consiglio superiore della magistratura per consentire all’ex governatore Michele Emiliano di ottenere un incarico da consulente.
“Ho conosciuto Antonio Decaro, è un amico, abbiamo scambiato diverse parole e opinioni. È una persona intelligente che ha ereditato una Puglia disastrosa, basta guardare il buco nella sanità. Lo ha creato un’amministrazione di sinistra, oggi però sembra che Decaro sia più impegnato a cercare di trovare un posto al suo predecessore piuttosto che a fare gli interessi dei pugliesi”, ha dichiarato.
Il caso Emiliano e la replica politica
Nel corso dell’intervento, Roberto Vannacci ha insistito sul tema degli incarichi: “Avrei consigliato a Decaro di occuparsi dei pugliesi, non tanto di Emiliano. Non che Emiliano non sia pugliese, ma uno stipendio garantito ce l’ha quindi non penso che abbia bisogno delle cure del signor Decaro. Penso che Emiliano se la sappia cavare da solo, è maggiorenne, vaccinato e magistrato”.
Le dichiarazioni si inseriscono nel confronto politico regionale sulla gestione delle risorse e sulle scelte legate agli ex amministratori.
Il tour a Bari e le proposte di Futuro Nazionale
L’incontro a Bari ha rappresentato una tappa del tour di Roberto Vannacci per il radicamento territoriale del movimento. In una sala gremita, il fondatore di Futuro Nazionale ha incontrato sostenitori e cittadini, affrontando i temi principali della sua proposta politica.
“Hanno cercato di ostacolarci con ogni mezzo possibile, nessuno si sarebbe aspettato questo risultato”, ha detto, aggiungendo: “Io mi occupo di fare il bene degli italiani”.
Tra le priorità indicate, la difesa “sempre legittima” e una revisione delle politiche energetiche, con il riferimento al ritorno alle forniture dalla Russia, all’uscita dal Green Deal e al rilancio dell’energia nucleare in Italia.
