Sallusti contro le sinistre: “Trump trattato da dittatore, ma è il capo dell’Occidente”

A 4 di sera Alessandro Sallusti commenta la visita di Donald Trump a Pechino da Xi Jinping: “Si è perso il senso della misura”.

Trump a Pechino, Sallusti: “Si è confuso Trump con quello che rappresenta”

La visita di Donald Trump a Pechino da Xi Jinping ha acceso il confronto politico anche in Italia. A 4 di sera, il programma di Rete4 condotto da Paolo Del Debbio, è intervenuto Alessandro Sallusti, che ha commentato l’accoglienza riservata al presidente degli Stati Uniti in Cina. Il direttore ha premesso di non essere mai stato un sostenitore personale di Trump, ma ha distinto il giudizio politico sulla persona dal ruolo istituzionale che ricopre. “Io non sono mai stato un simpatizzante di Trump, però qui si è perso un po’ il senso della misura. Si è confuso Trump con quello che rappresenta”, ha dichiarato Sallusti.

“Trump accolto con tutti gli onori”: il confronto con Obama

Secondo Sallusti, l’accoglienza cinese non sarebbe stata soltanto un atto formale verso il presidente degli Stati Uniti, ma il riconoscimento di una postura internazionale più netta. “Trump a Pechino è stato accolto con tutti gli onori possibili e immaginabili. Uno dice che il motivo sia perché è il Presidente degli Stati Uniti, non è vero. Obama nel 2016 venne fatto scendere dall’aereo, dalla scaletta quasi di emergenza e non c’era il tappeto rosso e per le strade di Pechino non c’erano le folle osannanti quando passava il Presidente degli Stati Uniti”, ha affermato. Il riferimento è al precedente viaggio di Barack Obama in Cina, usato da Sallusti per sottolineare la differenza di trattamento tra i due leader americani.

“Se atterrasse a Roma o Parigi, pomodori in faccia”: l’affondo sull’Occidente

Nel ragionamento di Sallusti, il punto centrale è il rapporto tra Trump, l’America e l’Occidente. Il direttore sostiene che Pechino riconosca al presidente americano un peso che una parte dell’opinione pubblica europea non gli attribuisce più. “La Cina riconosce a Trump il ruolo di leader non solo dell’America ma dell’Occidente, che è un ruolo che non gli riconosciamo più”, ha detto. Poi l’affondo finale: “Se Trump fosse atterrato a Roma o a Parigi verrebbe accolto a pomodori in faccia e ci sarebbe le sinistre, e non solo, in piazza a protestare perché riceviamo con tutti gli onori un pericoloso dittatore, un fascista. Non abbiamo capito che noi siamo parte dell’Occidente, il capo dell’Occidente, ce l’ha detto oggi chiaramente Xi, è l’America”. Una lettura che sposta il confronto dalla visita diplomatica al tema della leadership occidentale.

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