A Roma Giuseppe Conte attacca la Meloni su poltrone, politica estera e spese militari. “Follia assoluta”, dice il leader M5S.
Conte: “Governo imbullonato alle poltrone”
Giuseppe Conte attacca il governo della Giorgia Meloni prima dell’avvio dei lavori di “Nova, parola all’Italia”, l’iniziativa del Movimento 5 Stelle organizzata a Roma per costruire le proposte da portare nel confronto sul programma della coalizione progressista. L’ex presidente del Consiglio, parlando con i giornalisti, ha risposto a una domanda sulla possibilità che l’esecutivo arrivi o meno alla fine della legislatura.
La sua replica è stata netta: “Se il Governo Meloni non arriverà a fine legislatura? Queste sono valutazioni che, non avendo la sfera di cristallo, non saprei fare. Vedo che è un governo che sta facendo assolutamente di tutto per imbullonarsi alle poltrone”.
Conte ha poi accusato la maggioranza di concentrarsi su temi lontani dalle urgenze economiche e sociali. “Addirittura, anziché parlare di salario minimo, di stipendi, di bollette energetiche, si riuniscono a Palazzo Chigi per le poltrone, per aumentare le spese militari e per la legge elettorale. Follia assoluta”, ha dichiarato il leader del M5S.
“Politica estera fallimentare”, l’affondo su Washington e Netanyahu
Il presidente del Movimento 5 Stelle ha poi spostato l’attacco sulla politica estera del governo, definendola “fallimentare”. Secondo Conte, la linea della presidente del Consiglio sarebbe stata “tutta giocata sulla subalternità a Washington” e avrebbe prodotto risultati negativi per l’Italia.
L’ex premier ha usato parole dure anche sul rapporto con Benjamin Netanyahu. “Ha omaggiato Netanyahu e ha garantito quindi in qualche modo copertura politica, oltre che militare, per un genocidio, ha coperto tutte le azioni illegali a livello internazionale: un fallimento totale”, ha detto.
Nella stessa giornata la Meloni è impegnata in Grecia all’Europe Gulf Forum. Su questa missione, Conte ha distinto l’interesse nazionale dal giudizio politico sul governo: “Sono italiano, tifo per i nostri interessi nazionali, per la tutela degli italiani. Io spero che venga qualcosa di buono”.
Subito dopo, però, ha aggiunto una nuova critica: “Sono quattro anni che gira a summit in tutto il mondo. Ha riportato firme dolorose, penalizzanti per gli italiani, favorevoli agli altri Paesi, a partire dal ‘pacco’ di stabilità e dal piano di riarmo europeo, aumenti delle spese militari al 5% della Nato, acquisto del costoso gas americano e finisco qui. Insomma, un disastro totale, a questo punto verrebbe da dire con una battuta: forse è meglio che sta buona e non firma più nulla”.
Spese militari, Conte avverte: “Ostacolo durissimo dal M5S”
Il tema delle spese militari resta uno dei punti centrali dell’attacco di Conte. Il leader del M5S ha sostenuto che il governo starebbe valutando uno scostamento di bilancio per sostenere gli impegni legati agli armamenti. Una scelta che, secondo l’ex premier, troverebbe l’opposizione ferma del Movimento.
“Questo governo sta meditando lo scostamento di bilancio perché non sanno come rispettare gli impegni per le spese folli negli armamenti. Se fosse così veramente troveranno nel M5s un ostacolo durissimo da superare”, ha affermato.
Conte ha collegato la questione militare ai tagli e alle difficoltà economiche interne. “Dopo tagli a sanità, scuola, aiuti alle imprese, nessun aiuto per le famiglie, dopo che addirittura abbiamo visto che aumenta ancora l’inflazione, la spesa alimentare, è una follia dedicarsi alle spese militari. Avranno tutta la nostra ferma condanna e contrarietà”, ha concluso.
Il messaggio politico uscito da “Nova” è quindi duplice: da un lato il M5S lavora alla costruzione di un programma per l’area progressista, dall’altro Conte alza il livello dello scontro con la Meloni su legge elettorale, spese militari, politica estera e gestione delle priorità economiche.
