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Conte critica Confindustria, FdI replica: “Colpisce il governo Meloni ma va sempre a vuoto”

Scontro sul Pnrr tra Giuseppe Conte e Augusta Montaruli dopo le parole del leader M5S contro Confindustria e governo Meloni.

Pnrr, lo scontro tra Conte e la Montaruli dopo le parole su Confindustria

Nuovo fronte politico tra Giuseppe Conte e Fratelli d’Italia sul tema del Pnrr e sul rapporto tra Confindustria e il governo guidato da Giorgia Meloni. La tensione è nata dopo l’intervento dell’ex presidente del Consiglio a Tagadà, su La7, dove il leader del Movimento 5 Stelle ha criticato l’atteggiamento dei vertici degli industriali nei confronti dell’esecutivo.

Nel corso della trasmissione, Conte ha contestato la linea tenuta da Confindustria negli ultimi anni, sostenendo che l’associazione non avrebbe esercitato una pressione adeguata sul governo. Il passaggio più duro è arrivato quando l’ex premier ha affermato che i vertici degli industriali sarebbero “stati buonissimi in questi anni con il governo Meloni. Parlando con gli imprenditori, credo che il vertice di Confindustria non abbia rappresentato adeguatamente gli interessi delle imprese”.

Parole che hanno provocato la reazione immediata di Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, che ha letto l’attacco di Conte come una critica rivolta a Confindustria per il giudizio espresso sul lavoro dell’esecutivo in materia di Pnrr.

La replica della Montaruli: “Chi non dice quello che vuole lui va censurato”

La Montaruli ha replicato con toni duri, accusando Conte di voler delegittimare chi non condivide la sua impostazione politica. La deputata di Fratelli d’Italia ha dichiarato: “Attacca Confindustria solo perché ha certificato l’eccellente lavoro del Governo Meloni sul Pnrr. Chi non dice quello che vuole lui va censurato e delegittimato, in perfetto stile 5 Stelle”.

Il riferimento è al dibattito sull’attuazione del Pnrr, tema centrale nel confronto tra maggioranza e opposizioni. Da una parte il governo rivendica i risultati raggiunti e la capacità di rispettare le scadenze europee; dall’altra il Movimento 5 Stelle continua a contestare la politica industriale ed economica dell’esecutivo, accusandolo di non dare risposte sufficienti alle imprese e al sistema produttivo.

La replica della Montaruli ha spostato lo scontro dal piano economico a quello politico, puntando direttamente sul metodo attribuito a Conte. Secondo la parlamentare, l’ex presidente del Consiglio avrebbe reagito negativamente al giudizio positivo espresso sul governo perché non coerente con la linea critica del Movimento 5 Stelle.

Il richiamo ai Dpcm e l’affondo finale contro Conte

Nella sua dichiarazione, la Montaruli ha poi richiamato la stagione della pandemia, evocando le decisioni assunte dal governo guidato da Conte durante l’emergenza sanitaria. La deputata ha affermato: “Probabilmente prende il sopravvento la profonda nostalgia dei tempi in cui decideva le vite degli italiani a colpi di Dpcm, chiudeva le aziende per decreto e pretendeva di governare la Nazione a reti unificate, ha lasciato in dote all’Italia il disastro dei bonus edilizi e la retorica della decrescita felice”.

Il passaggio ha accentuato il tono dello scontro, collegando le critiche a Confindustria alle scelte politiche compiute dall’ex premier negli anni dell’emergenza Covid. Nel mirino della deputata sono finiti anche i bonus edilizi e la linea economica del Movimento 5 Stelle, indicati come elementi centrali della polemica.

La chiusura della Montaruli è stata affidata a un’ulteriore stoccata politica rivolta direttamente al leader pentastellato: “Diamo a Conte una notizia – ha concluso la deputata di FdI – l’era dei monologhi e del pensiero unico è finita, e la sua pretesa di fare il censore del mondo produttivo solo per colpire pretestuosamente Giorgia Meloni e il governo è ridicola anche perché va sempre a vuoto”.