Italia & Dintorni

Sondaggi 2026, Meloni vola, cala la Schlein, tiene M5s, stabile FI, Lega quasi raggiunta da Vannacci

Sondaggi politici Piepoli: il centrodestra unito supererebbe il 49%, mentre il campo largo dipenderebbe da Renzi e Calenda.

Il centrodestra resta davanti e, secondo la nuova rilevazione Piepoli sulle intenzioni di voto, potrebbe superare il 49% se si presentasse unito, includendo anche il Fronte Nazionale di Roberto Vannacci. Il dato fotografa una fase favorevole per l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, mentre il fronte progressista guidato da Elly Schlein e Giuseppe Conte si fermerebbe più indietro senza il contributo di Matteo Renzi e Carlo Calenda. Una differenza che rende decisiva la partita delle alleanze, soprattutto in vista di un eventuale voto politico.

Sondaggi politici, il centrodestra supera il 49% con Vannacci

La rilevazione Piepoli segnala un vantaggio netto per il centrodestra nel caso di una coalizione compatta. Sommando Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e il Fronte Nazionale di Roberto Vannacci, l’area arriverebbe oltre il 49% dei consensi.

Il primo partito resterebbe Fratelli d’Italia, indicato al 28,5%. La formazione guidata da Giorgia Meloni confermerebbe così la centralità dentro la coalizione e il ruolo dominante nel quadro politico nazionale. Alle sue spalle, nel centrodestra, ci sarebbe Forza Italia all’8,5%, seguita dalla Lega al 6%.

Il dato più osservato riguarda però il Fronte Nazionale di Roberto Vannacci, accreditato al 4,5%. Una percentuale che, se confermata, peserebbe in modo rilevante negli equilibri interni all’area conservatrice, soprattutto nel rapporto con la Lega. Noi Moderati, invece, si attesterebbe all’1,5%.

Il campo largo insegue, ma senza Renzi e Calenda non arriva al 42%

Sul fronte opposto, il cosiddetto campo largo avrebbe numeri competitivi solo nella versione più estesa. Con dentro Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Azione e Più Europa, l’area progressista arriverebbe oltre il 47%.

Il problema, però, resta politico prima ancora che numerico. Una coalizione così ampia dovrebbe mettere insieme forze spesso divise da posizioni, leadership e strategie differenti. Il nodo più delicato riguarda la presenza di Matteo Renzi e Carlo Calenda, considerati decisivi per avvicinare il centrodestra ma difficili da integrare stabilmente con il Movimento 5 Stelle.

Senza Italia Viva e Azione, il fronte guidato da Elly Schlein e Giuseppe Conte non supererebbe il 42%. Il Partito Democratico resterebbe il primo partito dell’opposizione con il 21%, mentre il Movimento 5 Stelle si fermerebbe al 12,5%. Alleanza Verdi e Sinistra arriverebbe al 7%, Italia Viva al 3%, Azione al 2,5% e Più Europa all’1,5%.

A chiudere la fotografia ci sarebbero Partito Libdem e Sud Chiama Nord, entrambi indicati all’1,5%.

Meloni contro Schlein, ma la sfida si decide sulle coalizioni

Il quadro descritto dal sondaggio rende evidente una corsa politica sempre più concentrata attorno a due poli. Da una parte Giorgia Meloni, forte di un centrodestra che, se unito, resterebbe sopra la soglia del 49%. Dall’altra Elly Schlein, chiamata a tenere insieme un fronte largo ma attraversato da tensioni e incompatibilità.

La competizione non si giocherebbe soltanto sul peso dei singoli partiti, ma sulla capacità di costruire coalizioni credibili e presentabili agli elettori. Il centrodestra, pur con equilibri interni da gestire, appare numericamente più compatto. Il centrosinistra, invece, avrebbe bisogno di allargarsi fino al centro per avvicinare la maggioranza, ma proprio lì incontrerebbe i principali ostacoli politici.

Secondo la rilevazione, le priorità degli italiani restano molto concrete. Il tema più sentito è il costo dell’energia, indicato dal 39% degli intervistati, seguito dalla sanità al 37%. La sicurezza arriva al 29%, mentre salari e stipendi si attestano al 24%. Seguono occupazione al 22% e immigrazione al 16%.