Ilaria Salis contro il taser “Causa morte”, il Sap l’attacca: “Incompetente”

Scontro sul taser tra Ilaria Salis e il Sap dopo le critiche dell’eurodeputata di Avs.

Lo scontro sul taser torna al centro del confronto politico dopo le parole dell’eurodeputata di Avs, Ilaria Salis, che ha rilanciato la sua contrarietà alla pistola a impulsi elettrici citando i dati dell’associazione Antigone. La presa di posizione è stata duramente contestata da Stefano Paoloni, segretario generale del Sap, il Sindacato autonomo polizia, secondo cui quelle dichiarazioni sarebbero pregiudiziali e prive di una reale valutazione sull’uso dello strumento da parte delle forze dell’ordine.

Taser, Salis attacca: “Molto più pericoloso di quanto racconti la propaganda”

Ilaria Salis ha definito il taser un’arma “d’importazione americana” e ha contestato la narrazione che lo presenta come un dispositivo innocuo. “Il taser – arma d’importazione americana – è molto più pericoloso di quanto racconti una certa propaganda securitaria e poliziesca che continua invece a presentarlo come uno strumento innocuo”, ha dichiarato l’eurodeputata.

La rappresentante di Alleanza Verdi e Sinistra ha ribadito la sua “assoluta contrarietà alla dotazione del taser”, sostenendo che “in diversi casi il suo utilizzo ha avuto conseguenze gravissime, fino alla morte”.

Per Salis, il tema della sicurezza non può essere affrontato aumentando gli strumenti coercitivi in dotazione agli agenti. La sua posizione è che una gestione efficace delle situazioni di crisi dovrebbe passare prima dalla formazione, dalla prevenzione e dalle tecniche di de-escalation. Nelle sue parole, “una vera sicurezza non si costruisce moltiplicando gli strumenti di coercizione potenzialmente letale – questa è la visione miope della destra –, ma investendo nella formazione, nella prevenzione […] e nelle tecniche di de-escalation, che dovrebbero sempre rappresentare la prima opzione nella gestione dei conflitti e delle situazioni di crisi”.

La replica del Sap: “Dichiarazioni pregiudizievoli”

La risposta del Sap è arrivata con toni netti. Stefano Paoloni ha definito le parole di Salis una posizione che “dimostra incompetenza” ed “è totalmente pregiudizievole, formulata senza nessuna valutazione dei dati e senza proporre soluzioni alternative”.

Secondo il segretario generale del Sindacato autonomo polizia, il taser non rappresenta un aumento del rischio, ma uno strumento utile a ridurre conseguenze più gravi negli interventi operativi. “Ad oggi, il taser è lo strumento più sicuro in dotazione alle forze dell’ordine”, ha affermato Paoloni.

Il sindacalista ha poi messo a confronto il dispositivo con altri mezzi utilizzati dagli agenti: “Sfollagente e arma da fuoco producono entrambi conseguenze maggiori sulle persone che per legge devono essere fermate”.

Paoloni difende il taser: “Sette persone su dieci desistono”

Per Paoloni, il punto centrale riguarda l’effetto deterrente della pistola a impulsi elettrici. “Il maggior pregio della pistola a impulsi elettrici è quello che di fronte allo strumento 7 persone su 10 desistono dai loro intenti violenti e, pertanto, nessuno rischia la propria incolumità. Negli altri casi le conseguenze negative sono 3 ogni mille interventi”, ha dichiarato.

La posizione del Sap è che il dibattito politico dovrebbe concentrarsi su strumenti concreti per consentire agli agenti di operare in sicurezza, evitando polemiche che rischiano di indebolire il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine.

“Da chi ha un ruolo politico e istituzionale ci aspettiamo soluzioni e proposte per consentire alle forze dell’ordine di svolgere la loro funzione al meglio. Strumentalizzazioni e polemiche sterili sono deleterie per la sicurezza di tutti”, ha concluso Paoloni.

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