Il Piano casa ottiene il via libera della Camera: Salvini rivendica il decreto e attacca la sinistra per il voto contrario.
Il Piano casa incassa il primo via libera parlamentare alla Camera, dove il decreto è stato approvato con 165 voti favorevoli, 117 contrari e 5 astensioni, prima del passaggio al Senato. Il provvedimento, sostenuto dal governo e in particolare dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, punta al recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale, con l’obiettivo di rimettere a disposizione abitazioni oggi inutilizzate, aumentare l’offerta di case a prezzi accessibili e accelerare gli interventi di rigenerazione urbana. Dopo il voto, il vicepremier ha espresso soddisfazione e ha criticato le opposizioni per il no al decreto.
Piano casa, Salvini rivendica il via libera della Camera
Matteo Salvini ha commentato con toni positivi l’approvazione del Piano casa da parte dell’aula di Montecitorio. Il ministro delle Infrastrutture ha affidato il suo intervento a un post, nel quale ha sottolineato il valore del provvedimento per le famiglie e per chi attende una soluzione abitativa.
“Ottima notizia!”, ha scritto Salvini, aggiungendo: “Esprimo grande soddisfazione: pronti a restituire decine di migliaia di case vuote, in tutta Italia, ai cittadini che ne hanno bisogno. Spiace che anche in questo caso la sinistra abbia votato contro…”.
Il decreto viene presentato dalla maggioranza come uno strumento per intervenire su immobili pubblici e sociali non utilizzati o bisognosi di manutenzione, con un programma straordinario nazionale dedicato al recupero del patrimonio abitativo. Il punto politico rivendicato dal vicepremier riguarda soprattutto la possibilità di riportare sul mercato e nell’uso sociale migliaia di alloggi oggi non disponibili.
Case vuote, edilizia pubblica e rigenerazione urbana
Il Piano casa nasce con l’obiettivo di rafforzare l’offerta di abitazioni a costi sostenibili, soprattutto nelle aree dove l’emergenza abitativa pesa maggiormente su famiglie, giovani, lavoratori e fasce economicamente fragili. Il provvedimento punta anche a mobilitare nuovi investimenti e a velocizzare i progetti di rigenerazione urbana, collegando il tema della casa a quello della riqualificazione degli immobili e dei quartieri.
Il governo considera il decreto una misura strategica per recuperare abitazioni vuote in tutta Italia e renderle nuovamente utilizzabili. Il passaggio alla Camera rappresenta quindi un primo snodo parlamentare, ma il testo dovrà ora affrontare l’esame del Senato prima del percorso definitivo.
Il voto contrario delle opposizioni è diventato subito terreno di scontro politico. Salvini ha espresso “dispiacere” per la posizione della sinistra, accusata di non sostenere un intervento che, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe rispondere al bisogno abitativo di migliaia di cittadini.
Tajani: “La casa è un patrimonio fondamentale”
Sul via libera della Camera è intervenuto anche l’altro vicepremier, Antonio Tajani, a margine dell’Assemblea di Farmindustria. Il segretario di Forza Italia ha collegato il provvedimento al tema della proprietà privata e all’accesso alla prima casa.
“Per noi la casa è un patrimonio fondamentale per tutti gli italiani. Siamo riusciti anche a un emendamento dell’onorevole Casasco a favorire l’accesso a finanziamenti di Consap per le persone disabili e per favorire anche per l’acquisto della prima casa. Questo è un modo per dire che la proprietà privata per noi fa parte dell’italianità”.
Anche Tajani ha attaccato la sinistra sul tema fiscale e sulla casa: “Devo dire che purtroppo la sinistra vuole tassare la proprietà privata, vuole mettere patrimoniali, ma già ci sono troppe tasse anche sulla casa. Noi diciamo che la casa deve essere sempre più un patrimonio di ogni famiglia italiana e questo nuovo Piano aiuta soprattutto il ceto medio, i più deboli in questa direzione”.
Il provvedimento arriva così al Senato con un doppio significato politico: da un lato il tentativo della maggioranza di rilanciare l’edilizia residenziale pubblica e sociale, dall’altro lo scontro con le opposizioni sulla proprietà privata, sulle tasse e sulle politiche abitative.