Ambra Angiolini parla di Pico Cibelli, del nuovo amore e della scelta di proteggere la relazione senza nasconderla.
Ambra Angiolini ha scelto di raccontare il suo momento personale e professionale senza lasciare spazio a versioni costruite da altri. L’attrice, protagonista della copertina del settimanale F, ha parlato della relazione con Pico Cibelli, del teatro, della musica e del bisogno di restare se stessa anche quando l’esposizione pubblica diventa più forte. Una scelta che arriva in una fase di cambiamento, tra nuove sfide artistiche e una vita privata tornata al centro dell’attenzione.
Ambra Angiolini e il nuovo amore con Pico Cibelli
La Angiolini ha presentato l’intervista con un lungo messaggio pubblicato sulla sua pagina Instagram, chiarendo subito il senso del racconto. «Non sono buona, ma sono sveglia, non voglio che si dica “Mo’ fa pure la regista”, ma semplicemente “Si sta approfondendo” come artista, non voglio esporre l’amore, ma non voglio che siano altri a raccontarlo, non sono quello di cui c’è bisogno e non seguo le mode, ma sono rimasta me stessa… Anche nelle situazioni più difficili. Questa è un’intervista che “non cambia la vita a nessuno” però racconta non la mia versione della vita ma l’unica oggettivamente e lucidamente possibile».
Il passaggio più personale riguarda Pico Cibelli, presidente e amministratore delegato di Warner Music Italy, inserito nella lista Global Power Players 2026 di Billboard. La loro relazione è finita sotto i riflettori, ma la Angiolini ha scelto di parlarne con misura, senza trasformarla in una vetrina. «Con lui ho ritrovato una quotidianità che avevo avuto solo con Francesco Renga. Quando trovi un’anima affine alla tua non devi inseguirla e non devi aspettarla, te la ritrovi accanto».
L’attrice ha spiegato anche come i loro percorsi si fossero già sfiorati in passato. «Ci siamo incrociati negli anni perché lavorava con Francesco, ma le nostre vite non si sono mai davvero intrecciate. Poi, come succede, ci siamo persi di vista». Un racconto che sposta l’attenzione dalla semplice curiosità sentimentale alla costruzione di un rapporto nato in modo graduale, lontano dalla necessità di apparire.
La Angiolini tra teatro, regia e bisogno di sparire
Accanto alla vita privata, c’è una svolta professionale che la Angiolini rivendica con decisione. L’attrice, nata a Roma e bresciana d’adozione, ha spiegato di voler sperimentare una presenza diversa, meno esposta e più centrata sul lavoro. Il riferimento è al cosiddetto “piano Mina”, cioè «Continuare a esserci senza essere sempre al centro».
Il primo passo di questa nuova fase è il teatro, con La misteriosa scomparsa di W di Stefano Benni, spettacolo nel quale dirige se stessa. Una scelta che per la Angiolini rappresenta una forma di emancipazione dal racconto pubblico costruito negli anni attorno alla sua figura. «Ho pensato che sarebbe stata una bella forma di emancipazione dalla mia storia scoprire se ero capace di fare questo mestiere non solo con la faccia, ma con le idee».
Alla domanda su chi senta vicino idealmente sul palco, l’attrice ha risposto con un riferimento a chi, nel tempo, le ha dato strumenti senza giudicarla. «Tutti quelli che ho conosciuto nella vita e che mi hanno parlato senza disprezzare la mia ignoranza». Da ragazza, ha ricordato, guardava con ammirazione figure come Lorella Cuccarini e Carla Fracci. «La Cuccarini, Carla Fracci, le guardavo con ammirazione, avrei voluto ballare come loro, avere quella disciplina, quella grazia. Ma non pensavo di dover diventare loro».
Musica, immagine pubblica e nuove scelte artistiche
Nel racconto della Angiolini trova spazio anche la musica, con il jingle Basta il nome realizzato per Dietorelle, marchio di caramelle senza zucchero del gruppo Sperlari. Anche in questo caso, l’attrice ha voluto mettere una condizione precisa prima di accettare. «Quando mi hanno chiamata ho detto: “Lo faccio solo se mi fate cantare e posso curare la direzione creativa”».
La scelta creativa è stata costruita seguendo un immaginario preciso, lontano dalle mode del momento. «Per una volta ho seguito le mie indicazioni, mettendoci dentro la mia visione delle cose. Poi ho scelto la tuta, gli stivaletti e mi sono detta: “Non voglio TikTok. Voglio Amanda Lear. Voglio gli specchi, voglio la discoteca”. E poi sono riuscita a usare la mossa della spalla di Nino d’Angelo».
Il riferimento è al gesto di Nino d’Angelo nel film ’A discoteca, durante la scena in pista contro il ricco corteggiatore della ragazza amata. Un dettaglio che conferma la volontà della Angiolini di muoversi tra memoria popolare, autoironia e controllo della propria immagine. Nell’intervista, l’attrice tiene insieme amore, lavoro e identità pubblica, rivendicando il diritto di raccontarsi senza trasformare ogni passaggio della sua vita privata in esposizione permanente.
La relazione con Pico Cibelli, la nuova prova teatrale e il ritorno alla musica pubblicitaria entrano così nello stesso quadro: quello di un’artista che attraversa una fase di trasformazione e sceglie di farlo con parole proprie, senza affidare ad altri il racconto del suo presente.
