Conus marmoreus, una tiktoker ha raccolto una conchiglia velenosa a Okinawa senza sapere di avere tra le mani un animale letale.
Beckylee Rawls, 29 anni, ha raccolto all’inizio di giugno una conchiglia nelle pozze di marea lungo la costa di Okinawa, in Giappone, durante una passeggiata alla ricerca di esemplari da aggiungere alla sua collezione. Solo alcune ore dopo ha scoperto che quella conchiglia apparteneva a Conus marmoreus, un mollusco marino predatore noto per il suo veleno neurotossico, potenzialmente pericoloso anche per l’uomo se l’animale viene manipolato.
Conus marmoreus, la conchiglia raccolta a Okinawa
La giovane aveva notato il guscio per il suo disegno marmoreo e lucente. L’aspetto elegante della conchiglia l’ha portata a prenderla in mano senza immaginare che al suo interno potesse esserci un animale vivo e velenoso.
“Quando l’ho vista, ho pensato solo a quanto fosse bella. Non mi sono nemmeno resa conto che fosse viva”, ha raccontato Rawls a Newsweek. “L’ho presa, l’ho osservata, l’ho anche scossa leggermente. Poi l’ho rimessa in acqua, pensando fosse solo una lumaca marina qualunque”.
Dopo essere rientrata, incuriosita da quella particolare conchiglia, Rawls ha cercato informazioni e ha scoperto di avere avuto tra le mani un mollusco appartenente al genere Conus, una famiglia di gasteropodi marini diffusi soprattutto nelle acque tropicali e subtropicali.
Il veleno del mollusco e il rischio per l’uomo
I coni marini sono animali predatori che vivono all’interno di conchiglie a spirale. Per cacciare utilizzano una radula modificata, simile a un piccolo arpione, capace di iniettare nella preda un cocktail di tossine. Il veleno agisce sul sistema nervoso e può causare paralisi in tempi rapidi.
Tra le specie più temute c’è proprio Conus marmoreus, insieme ad altri coni tropicali noti per la potenza delle loro tossine. Secondo alcuni studi, il veleno di un singolo esemplare può contenere sostanze sufficienti a uccidere molte persone. Non esiste un antidoto specifico e, in caso di puntura, l’intervento medico è concentrato sul supporto delle funzioni vitali.
Il rischio, tuttavia, resta basso se l’animale non viene toccato. Questi molluschi sono lenti, non aggressivi e pungono soprattutto quando vengono manipolati o disturbati. Gli incidenti avvengono spesso per curiosità, quando una conchiglia viene raccolta senza sapere che al suo interno si trova ancora l’animale.
La paura dopo la scoperta e il video virale
Dopo avere capito cosa aveva raccolto, Rawls ha raccontato di avere avuto paura per diversi giorni. “Dopo aver scoperto cos’era, ho avuto paura per giorni. Pensavo che magari mi avesse punto senza che me ne accorgessi. Mi sono sentita improvvisamente vulnerabile”, ha spiegato, precisando di non avere mai avvertito sintomi.
La 29enne ha poi deciso di raccontare l’episodio su TikTok, dove il video ha superato milioni di visualizzazioni. Molti utenti hanno reagito con stupore, mentre esperti e appassionati di biologia marina hanno ricordato una regola essenziale: non toccare mai animali, conchiglie o organismi sconosciuti trovati in mare.
Il caso di Okinawa conferma quanto la biodiversità marina possa nascondere forme di vita affascinanti ma potenzialmente pericolose. Anche una conchiglia apparentemente innocua può essere il rifugio di un predatore dotato di un sistema di difesa estremamente efficace. Per questo, durante passeggiate in spiaggia o nelle pozze di marea, l’osservazione a distanza resta la scelta più prudente.
