Caso Garlasco, Cataliotti attacca Berlinguer: l’avvocato di Sempio, “Programma colpevolista”. Lei: “Non accetto le sue accuse”

Caso Garlasco al centro dello scontro tra Bianca Berlinguer e Liborio Cataliotti dopo le parole sulla famiglia Sempio.

Il caso Garlasco torna al centro della televisione e provoca un duro confronto nell’ultima puntata stagionale di È sempre CartaBianca, il programma condotto da Bianca Berlinguer su Rete 4. Ospite della trasmissione era Liborio Cataliotti, avvocato difensore di Andrea Sempio, mentre in collegamento è intervenuto anche Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi. Il confronto, partito dal tema delicato delle condizioni di Daniela Ferrari, madre di Sempio, è poi degenerato quando la conduttrice ha chiesto conto dell’esposizione mediatica della famiglia dell’indagato.

Caso Garlasco, la tensione sulle condizioni della madre di Sempio

La puntata si è aperta con un passaggio molto delicato: il tentato suicidio di Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, avvenuto nei giorni scorsi. Liborio Cataliotti ha spiegato che le condizioni fisiche della donna risultano stabili, ma ha richiamato l’attenzione sul peso psicologico della vicenda giudiziaria e mediatica.

“Tutte le condizioni sono stabili, il problema evidentemente è psicologico, e la malattia più difficile da debellare è quella che attinge la psiche. Quindi il rischio che ci ricaschi è grosso, da ciò il mio appello, pare poco utile, a moderare i toni. Anche se sappiamo che ci sono tifoserie”.

Il riferimento alle “tifoserie” è stato raccolto anche da Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, che ha condiviso l’appello a mantenere un clima più misurato attorno a una vicenda processuale segnata da anni di polemiche, ricostruzioni e contrapposizioni.

“Io stesso sono stato investito da apprezzamenti riprovevoli nei miei confronti, fatti da protagonisti di questa vicenda. Ho perdonato e ho capito che ci sono toni che a volte si usano, perché lo stato d’animo non è sereno. Quindi quello che ha detto il collega Cataliotti, che saluto, è assolutamente giusto. Non posso che rimarcare, perché questa non è deontologia, è soltanto onestà intellettuale, che nel 2007 c’è stato un linciaggio nei confronti di Alberto”.

Berlinguer contesta le tifoserie sul caso Chiara Poggi

Anche Bianca Berlinguer ha riconosciuto la gravità del clima creatosi attorno al delitto di Chiara Poggi e alla nuova attenzione su Andrea Sempio. La conduttrice ha sottolineato il rischio che la contrapposizione tra innocentisti e colpevolisti possa intensificarsi nei prossimi mesi.

“Questa cosa delle tifoserie è insopportabile. Mi auguro che questo clima non continui, il rischio è che da settembre la situazione peggiorerà”.

Subito dopo, però, la giornalista ha posto a Cataliotti una domanda sul comportamento pubblico della famiglia Sempio, ricordando le numerose presenze televisive e mettendole in relazione con la scelta dell’indagato di non rispondere ai giudici e di non sottoporsi alla consulenza psichiatrica.

“Non pensa che la famiglia Sempio si sia anche molto esposta facendo tante interviste televisive? Il figlio non ha risposto alle domande dei giudici, non ha voluto fare la consulenza psichiatrica, ma in tv è andato tante volte…”.

Lo scontro tra Cataliotti e Berlinguer

La domanda ha provocato la reazione immediata dell’avvocato Liborio Cataliotti, che ha contestato l’impostazione del programma e ha accusato la trasmissione di assumere una linea sfavorevole nei confronti del suo assistito.

“Temo che questo programma stia assumendo evidentemente un taglio marcatamente colpevolista”.

A quel punto è stata Bianca Berlinguer a replicare con fermezza, respingendo l’accusa e rivendicando il modo in cui È sempre CartaBianca ha affrontato il caso Garlasco nelle varie puntate.

“Non abbiamo mai tifato per nessuno e c’è stato sempre riconosciuto. Non accetto le sue accuse e le rimando al mittente. Abbiamo sempre cercato di raccontare le questioni di Sempio e le questioni di Stasi. Intendevo dire che più vai in televisione più ti esponi al massacro del web e delle altre trasmissioni televisive, tant’è che Stasi non c’è quasi mai andato”.

Il confronto ha mostrato quanto il caso resti ancora carico di tensione, non solo sul piano giudiziario ma anche su quello televisivo. La vicenda di Chiara Poggi, con le posizioni di Andrea Sempio e Alberto Stasi, continua a produrre reazioni forti ogni volta che entra nel circuito del racconto pubblico.

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