Picierno durissima contro la Schlein: “Ha ceduto a Conte, Fratoianni e Bonelli”

Pina Picierno annuncia Spazio Pubblico a Milano e rompe con il Pd, accusandolo di aver ceduto al campo largo.

Pina Picierno rompe definitivamente con il Partito Democratico e annuncia da Milano la nascita di Spazio Pubblico, il nuovo progetto politico pensato per riunire l’area riformista rimasta senza una collocazione chiara. La vicepresidente del Parlamento europeo ha scelto il palco del Teatro Parenti, durante il convegno “C’è ancora domani. Quattro strade possibili contro populismo e estremismo”, organizzato dal Circolo Giacomo Matteotti e da Linkiesta, per formalizzare l’addio ai dem e lanciare un duro attacco alla linea del partito, al campo largo e a Giuseppe Conte.

Pina Picierno lascia il Pd e lancia Spazio Pubblico

Il discorso di Pina Picierno parte da un’immagine forte, quella delle minoranze che cambiano la storia. “Il mondo è sempre stato cambiato da avanguardie coraggiose. Copernico, Galileo, Giordano Bruno, che è stato pure bruciato: hanno cambiato il mondo. Rosa Parks non si è alzata dalla sedia“. Un paragone usato per descrivere i riformisti come “vere avanguardie”, dentro e fuori dal Pd, ma anche nell’area di Azione.

L’obiettivo dichiarato è costruire una nuova casa politica per chi non si riconosce più nella direzione presa dal centrosinistra. Spazio Pubblico, nelle intenzioni della Picierno, deve diventare il luogo di incontro tra sensibilità riformiste oggi disperse, dopo anni di tensioni interne al Partito Democratico e di progressivo avvicinamento al Movimento 5 Stelle e alla sinistra più radicale.

Sul palco con lei c’erano diverse figure dell’area riformista: Marianna Madia, passata a Italia Viva, Elisabetta Gualmini, approdata ad Azione, Simona Malpezzi, rimasta nel Pd, e Lia Quartapelle, deputata dem. In platea erano presenti anche Emanuele Fiano e Giorgio Gori.

L’attacco al campo largo e alla linea del Partito Democratico

La critica più dura riguarda la trasformazione del Pd e la scelta di collocarsi dentro il campo largo. Picierno ha raccontato di aver chiesto invano un confronto interno: “Io ho chiesto il congresso, un’assemblea programmatica, insomma un luogo dove capire che cavolo stava succedendo al Pd”.

Secondo l’europarlamentare, il partito avrebbe smarrito la propria identità politica, finendo per subire l’influenza di altri soggetti. L’accusa è di aver accettato “un’egemonia culturale dei Cinque Stelle sulla politica estera e sulla politica europea e di Fratoianni e Bonelli sulla politica fiscale e sulle politiche del lavoro”.

Non sono mancate battute polemiche contro Nicola Fratoianni: “Vabbè che nel 2026 va fortissimo il vintage, però ho visto con un po’ di spavento che Fratoianni ha addirittura richiamato la scala mobile“. Poi, rivolgendosi a Simona Malpezzi, ha aggiunto: “Simona mia, tanta solidarietà a voi perché la vedo malissimo”.

Per Picierno, la convivenza nel campo largo è ormai impossibile per i riformisti. “Il Pd ha la stessa posizione di quelli che un tempo erano le sinistre estreme. Il campo largo, amici miei, non c’entra niente col centrosinistra, questa cosa oggi ce la dobbiamo dire. E i riformisti sono quelli che si trovano nel Pd, quelli che si trovano fuori dal Pd, quelli che si trovano in Azione: un’avanguardia”.

Conte, Putin e l’accusa al Pd: “Non ha difeso manco me”

Nel suo intervento, Pina Picierno ha riservato parole molto dure anche a Giuseppe Conte. Spazio Pubblico, ha spiegato, nasce per aprire uno spazio “fuori dai miti illiberali e dal sovranismo della destra, ma fuori anche dal populismo con la pochette di Giuseppe Conte”.

Poi l’affondo: “E noi non è che ci possiamo fermare a dire a ‘sinistra bella bella, destra cacca pùpù’. Perché io trovo che le condotte filoputiniane di Conte non siano meno gravi dell’atteggiamento di La Russa, le ricette vintage sulla scala mobile di Fratoianni non sono meno preoccupanti di alcune ricette o dell’immobilismo in cui questa destra sovranista ha inchiodato il nostro Paese”.

La parte più personale dell’intervento riguarda il rapporto con il Pd dopo le sue denunce sulle interferenze russe in Italia. “Come ci vogliono nel Pd? Ci vogliono fuori dalle foto. Non dobbiamo dar troppo fastidio. Guardate io l’ho vissuto. Voi lo conoscete tutti l’isolamento che io ho subito nel mio partito per aver combattuto le interferenze di Putin in Italia nel silenzio del mio partito. A parte l’amicizia e la vicinanza delle mie amiche, io sono stata lasciata sola dal mio partito”.

La conclusione è stata una delle accuse più nette rivolte ai dem: “Non mi potete dire che quel partito oggi difende l’Ucraina. Non ha difeso manco me che sono finita sotto scorta per questo. Non ci possiamo raccontare bugie”.

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