Congresso Uil, Schlein apre alle imprese, Forza Italia la inchioda: “Cambio d’abito poco credibile”

Elly Schlein finisce nel mirino dopo il congresso Uil: critiche da Meloni, Marattin e Forza Italia sulle sue ricette economiche.

A circa un anno dalle elezioni, il centrosinistra torna a fare i conti con le divisioni interne e con le critiche arrivate dagli avversari dopo l’intervento di Elly Schlein al congresso nazionale della Uil a Padova. La segretaria del Pd ha rilanciato le sue proposte su bollette, rinnovabili, burocrazia, imprese e risparmio privato, ma le sue parole hanno provocato una reazione immediata nel campo politico opposto e anche nell’area riformista. Il congresso si è chiuso con la riconferma all’unanimità di Pierpaolo Bombardieri alla guida del sindacato.

Schlein e le proposte economiche al congresso Uil

Nel suo intervento e nell’intervista rilasciata a Repubblica, Elly Schlein ha provato a indicare una linea economica centrata sulla crescita, sulla transizione energetica e sul sostegno alle imprese. Per la leader del Pd, “la priorità è ridurre le bollette” e per raggiungere questo obiettivo serve “un’unità di missione per dimezzare i tempi per fare nuove rinnovabili”.

La segretaria dem ha poi rilanciato l’idea di una “burocrazia zero per gli investimenti nella doppia transizione”, ipotizzando di estendere il modello Zes a tutto il territorio nazionale. Un passaggio che ha attirato diverse critiche, soprattutto da chi ha contestato l’efficacia di una nuova struttura amministrativa per ridurre proprio il peso della burocrazia.

Nel ragionamento della Schlein c’è anche il ruolo delle aziende pubbliche. La leader del Pd ha sostenuto che “noi dobbiamo dare delle missioni strategiche alle partecipate pubbliche, cioè non possono essere le aziende a fare la politica energetica del governo”. Un’impostazione che punta a riportare la politica industriale e quella energetica dentro una cornice più guidata dall’intervento pubblico.

Altro punto centrale riguarda i risparmi degli italiani. Schlein ha spiegato: “Ci sono 1.700 miliardi di euro fermi sui conti correnti dei risparmiatori italiani, penso a incentivi mirati per canalizzare il risparmio verso l’innovazione e le piccole e medie imprese”.

Meloni e Marattin contro la linea del Pd

Le parole della segretaria del Pd sono arrivate dopo l’intervento di Giorgia Meloni davanti alla stessa platea della Uil. La presidente del Consiglio ha puntato sul dialogo con il sindacato e sul rapporto tra governo, imprese e lavoro, provando a spostare il confronto su un terreno più pragmatico.

In questo quadro, le proposte della Schlein sono state contestate anche da Luigi Marattin, leader del Partito Liberal Democratico, che ha criticato l’idea di creare un nuovo organismo per semplificare i processi sulle rinnovabili. Secondo Marattin, per ridurre la burocrazia la segretaria dem finirebbe per aggiungere un ulteriore livello amministrativo.

Il leader liberal democratico ha inoltre ricordato che alcune delle regioni più in ritardo sulle rinnovabili sono governate dal centrosinistra. Sulla formula “burocrazia zero”, Marattin ha usato toni duri, definendola uno slogan populista e richiamando il precedente del Superbonus, indicato come esempio negativo per l’impatto sui conti pubblici.

Anche l’idea di indirizzare il risparmio privato verso l’innovazione e le piccole e medie imprese è stata contestata. Per Marattin, una misura simile era già stata introdotta nel 2017 con i Pir, poi ridimensionati durante la stagione politica successiva, anche con il ruolo del Movimento 5 Stelle, oggi possibile alleato del Pd nel campo largo.

Forza Italia attacca: “Contraddizione evidente”

Alle critiche si è aggiunto Maurizio Casasco, responsabile economico di Forza Italia, che ha attaccato direttamente la segretaria del Pd sul rapporto tra risparmio privato, imprese e impostazione economica della sinistra.

“Fa sorridere vedere Elly Schlein travestirsi da liberale dopo una vita politica trascorsa a difendere un modello statalista. È un’evidente contraddizione: prima si colpisce il risparmio con le patrimoniali, poi si pretende che quel capitale venga investito”.

La polemica investe così uno dei nodi principali della strategia del Pd: costruire una proposta economica capace di parlare al lavoro dipendente, alle imprese e al ceto medio senza perdere il sostegno delle forze alleate. Sullo sfondo resta il rapporto con il Movimento 5 Stelle, mentre il centrodestra insiste nel presentare le misure della Schlein come un cambio di linea poco credibile.

Dal palco della Uil, la leader dem ha comunque rivendicato la propria impostazione sul lavoro, chiudendo con una frase destinata a diventare uno dei passaggi politici della giornata: “La Repubblica non può essere fondata sul lavoro povero. Non può essere fondata sul lavoro precario. È una responsabilità di tutti”.

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