Migranti, Mantovano attacca il passato: “Con Meloni sbarchi da 66mila a 14mila”, Fratoianni furioso: “Faccia tosta incredibile”

Alfredo Mantovano rivendica la linea Meloni sui migranti dopo la visita del Papa a Lampedusa: opposizione all’attacco.

La visita di Papa Leone XIV a Lampedusa riapre lo scontro politico sull’immigrazione e sulle scelte del governo Meloni. A innescare la polemica sono state le parole di Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che dall’isola ha rivendicato i risultati dell’esecutivo sui flussi migratori, sostenendo che grazie a Giorgia Meloni l’Europa avrebbe maturato una maggiore attenzione sul tema. Le opposizioni hanno reagito duramente, accusando il governo di aver trasformato l’appello del Pontefice in una rivendicazione politica.

Mantovano e la linea Meloni sui migranti

Ad accogliere Papa Leone XIV all’aeroporto di Lampedusa c’era anche Alfredo Mantovano, considerato uno degli uomini più vicini alla presidente del Consiglio. Il sottosegretario ha ascoltato il discorso del Pontefice, in particolare il passaggio in cui dall’isola, definita estremo lembo d’Europa, arriva una “chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee”.

Mantovano ha premesso che le parole del Papa “si ascoltano e non si commentano”, ma ha poi collegato quel richiamo alla linea portata avanti dal governo. “Grazie a Meloni — sostiene il sottosegretario — l’Europa adesso è più attenta”.

Il riferimento è alla visita del settembre 2023, quando Giorgia Meloni accompagnò a Lampedusa la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. Secondo Mantovano, da allora il quadro sarebbe cambiato: “Certamente oggi l’attenzione dell’Europa, che pure il Papa ha richiamato con forza, è maggiore rispetto a quella di tre anni fa”.

Il sottosegretario ha poi rivendicato il calo degli arrivi sulle coste italiane: “I numeri sono completamente diversi, perché al 4 luglio del 2023 sulle coste italiane erano sbarcati circa 66mila migranti, oggi sono poco più di 14mila, e questo significa tante morti in meno”. Un risultato che, nella lettura del governo, sarebbe legato anche al “lavoro che si fa nei Paesi di origine”.

L’opposizione attacca: “Ipocriti”

Le parole di Mantovano hanno provocato una reazione immediata dell’opposizione. Il vicepresidente di Italia Viva, Davide Faraone, ha accusato il governo di aver usato la visita del Pontefice per fini politici: “Viene il sospetto che Mantovano non abbia capito nulla”. Secondo Faraone, l’esecutivo avrebbe approfittato della presenza di Papa Leone XIV a Lampedusa “per uno dei soliti spot della destra sui migranti”.

Il parlamentare ha poi sottolineato che il Pontefice non è arrivato sull’isola “a inaugurare un centro di rimpatrio o a promettere blocchi navali”, ma per richiamare l’Europa e le istituzioni alla responsabilità davanti al fenomeno migratorio.

Duro anche Nicola Fratoianni, co-leader di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha contestato l’interpretazione data dal governo alle parole del Papa: “Ci vuole davvero una faccia tosta incredibile nel riuscire a dire addirittura che le parole di papa Leone da Lampedusa trovano una ricaduta nelle scelte della Ue e di questo governo”.

Sulla stessa linea la vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, che ha definito il governo “ipocrita. plaude al Papa ma ne disconosce i valori”. La senatrice del Pd Sandra Zampa, presidente della commissione migrazione, protezione internazionale e cooperazione economica del Consiglio d’Europa, ha invece osservato che le parole di Prevost “inchiodano tutti noi e innanzitutto quanti si trovano ai vertici delle istituzioni nazionali e internazionali alle proprie responsabilità”.

Piantedosi rivendica i flussi regolari, Salvini richiama il Viminale

Nel governo, anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha rivendicato la linea dell’esecutivo, collegando il messaggio del Papa alla gestione regolata degli ingressi. “In realtà — dice — siamo il governo che ha fatto una programmazione sui flussi di ingresso regolari per più di mezzo milione di persone”.

Per Piantedosi, questa scelta rappresenta un punto qualificante dell’azione del governo: “Per me è un vanto perché esattamente la cifra dell’azione, della traduzione di quel messaggio del Papa, quindi aprire le porte significa aprire le porte ma in maniera sostenibile, regolata”.

Nel confronto è intervenuta anche la Lega, richiamando la stagione di Matteo Salvini al Viminale. In una nota, il partito ha ricordato che quando il leader leghista era ministro dell’Interno “non solo gli sbarchi erano calati del 90%, ma soprattutto i morti in mare si erano più che dimezzati”.

Il riferimento al passato di Salvini ha riacceso anche le letture sui rapporti interni al centrodestra e sulle ambizioni del leader leghista. Piantedosi, però, ha chiuso ogni ipotesi di avvicendamento al ministero: “Resto saldamente al Viminale”.

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