Milo Infante chiarisce lo scontro con la Rai: non soldi, ma contenuti e ruolo alla base dell’addio a Mediaset.
La rottura tra Milo Infante e la Rai non nasce da una questione economica, ma da uno scontro più profondo sul progetto editoriale e sul ruolo che il giornalista avrebbe dovuto ricoprire. Dopo l’addio a Ore 14 e il passaggio a Mediaset, il conduttore ha chiarito i motivi del contenzioso con l’azienda pubblica, aprendo un nuovo fronte nel dibattito televisivo in vista della prossima stagione. Il suo approdo alla corte di Pier Silvio Berlusconi segna una svolta importante, non solo per la carriera del giornalista, ma anche per gli equilibri dell’informazione televisiva.
Milo Infante e il contenzioso con la Rai
Il punto centrale riguarda il rapporto con la Rai e le ragioni che hanno portato alla separazione. Milo Infante ha spiegato che il nodo non sarebbe stato legato al compenso, ma alla natura del lavoro proposto e alla possibilità di incidere realmente sui contenuti. Una precisazione che sposta la vicenda dal terreno contrattuale a quello editoriale, rendendo il caso più rilevante nel confronto tra servizio pubblico e reti private.
Il giornalista ha chiarito così la sua posizione: “Caro Roberto, come giustamente dici, il contenzioso con la Rai non è di natura economica, ma di natura contenutistica e di ruolo manageriale…”. Una frase che conferma come la distanza con l’azienda non fosse riconducibile a una trattativa salariale, ma a una diversa visione del futuro professionale.
Secondo quanto emerso, la Rai avrebbe anche messo sul tavolo un’offerta economicamente rilevante per trattenerlo come esterno. Milo Infante, però, avrebbe scelto un’altra strada, ritenendo evidentemente non sufficiente il solo aspetto economico. Lo ha spiegato con parole nette: “La riprova è che quando mi hanno offerto un contratto da esterno, molto ben retribuito, ho cortesemente rifiutato…”.
L’approdo a Mediaset e il ruolo di Pier Silvio Berlusconi
Il passaggio a Mediaset rappresenta una delle novità più osservate della prossima stagione televisiva. Milo Infante ha confermato la propria soddisfazione per la scelta compiuta, definendosi felice del nuovo percorso professionale. Alla domanda sul suo stato d’animo dopo l’approdo nel gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi, il giornalista ha risposto: “Grazie, sono molto contento…”.
La decisione arriva in un momento delicato per i palinsesti televisivi, con le reti impegnate a ridefinire volti, programmi e fasce orarie. Il profilo di Milo Infante, legato alla cronaca e al racconto dei casi di attualità, potrebbe diventare centrale in una strategia orientata a rafforzare l’informazione e l’approfondimento.
Resta però ancora da capire quale sarà il suo spazio preciso. Le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni hanno ipotizzato un possibile approdo su Rete 4, nella serata della domenica, alla guida di un programma di cronaca. In questo scenario era stato tirato in ballo anche Mario Giordano, con l’ipotesi di uno spostamento di Fuori dal coro su Italia 1.
Il futuro televisivo resta aperto
Al momento, però, Mediaset non ha confermato questa ricostruzione. L’azienda avrebbe fatto sapere che non esiste un progetto definito in tal senso e che Mario Giordano dovrebbe restare su Rete 4, rete tradizionalmente legata all’informazione e all’approfondimento politico.
Il futuro televisivo di Milo Infante, quindi, resta ancora da scrivere. L’unica certezza è il suo ingresso nel gruppo Mediaset, accompagnato da un ruolo che potrebbe avere anche una dimensione manageriale. La collocazione definitiva sarà probabilmente chiarita durante la presentazione dei Palinsesti Mediaset 2026-27, attesa la prossima settimana.
