Giuseppe Conte rilancia il campo largo, evita accordi immediati con Matteo Renzi e avverte: altri cinque anni di Meloni sarebbero preoccupanti.
Giuseppe Conte apre alla costruzione di un campo largo competitivo, ma respinge l’idea di una semplice alleanza fondata sulla somma dei partiti. Ospite di In Onda, su La7, il presidente del Movimento 5 Stelle ha chiarito che il suo obiettivo è contribuire a un progetto politico capace di contendere il governo al centrodestra. Sul possibile coinvolgimento di Matteo Renzi, però, ha scelto la prudenza: prima devono essere definiti contenuti, priorità e programma, soltanto dopo potranno essere valutate le alleanze.
Conte ha spiegato di volersi mettere al servizio di un progetto comune, senza rivendicare posizioni personali o automatismi nella scelta della leadership. Il criterio indicato è quello della competitività: il centrosinistra, secondo l’ex presidente del Consiglio, deve costruire una proposta credibile per il Paese e non limitarsi a riunire sigle diverse nella speranza che la somma dei consensi sia sufficiente.
La sua posizione nasce anche dalla convinzione che una nuova vittoria di Giorgia Meloni avrebbe conseguenze rilevanti. Conte ha definito preoccupante l’ipotesi di altri cinque anni di governo guidato dall’attuale presidente del Consiglio e ha indicato come priorità la costruzione di un’alternativa politica in grado di cambiare il Paese.
Giuseppe Conte sul campo largo: «Conta l’efficacia, non la somma»
Nel ragionamento di Conte, il campo largo non può essere ridotto a un’operazione aritmetica. L’ex premier ha escluso che basti mettere insieme tutte le forze contrarie al centrodestra per creare automaticamente una coalizione credibile.
Il punto centrale, ha spiegato, è l’efficacia del progetto. Significa trovare una linea condivisa sulle questioni economiche, sociali e istituzionali, definire una proposta riconoscibile e presentarsi agli elettori con obiettivi chiari. Soltanto dopo questo passaggio sarà possibile affrontare il tema delle alleanze e dei nomi.
Conte ha così respinto le pressioni per una decisione immediata sulla presenza di Italia Viva e di Matteo Renzi nella futura coalizione. Interpellato sull’argomento, ha osservato: «Voi parlate tutti i giorni di Renzi».
La frase contiene anche una critica all’impostazione del confronto pubblico. Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, l’attenzione continua sull’ex premier rischia di oscurare la discussione sui contenuti e di trasformare il campo largo in una trattativa tra dirigenti, invece che in un progetto rivolto agli elettori.
Per Conte, dunque, non esiste ancora una decisione definitiva su Renzi. La valutazione arriverà «a tempo debito», quando sarà chiaro quale programma dovrà sostenere la coalizione e quali forze saranno realmente disposte a rispettarlo.
La frattura con Renzi e la caduta del governo Conte
Il rapporto tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi resta segnato dalla crisi che portò alla fine del secondo governo guidato dall’attuale presidente del Movimento 5 Stelle. Conte ha ricordato che l’ex leader del Partito Democratico commise, a suo giudizio, un grave errore politico nel pieno della pandemia.
La decisione di aprire la crisi di governo contribuì alla conclusione dell’esperienza sostenuta da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Liberi e Uguali e Italia Viva. A quel governo seguì l’esecutivo guidato da Mario Draghi, mentre le successive elezioni politiche consegnarono la maggioranza al centrodestra.
Secondo Conte, quella scelta finì per agevolare l’ascesa di Giorgia Meloni e il suo arrivo a Palazzo Chigi. Il giudizio politico resta quindi molto severo, ma l’ex premier ha escluso che la sua posizione attuale sia dettata da ragioni personali.
Conte ha affermato di non avere alcun motivo per cercare vendette o rivincite nei confronti di Renzi. La questione, nella sua ricostruzione, non riguarda i rapporti tra due ex presidenti del Consiglio, ma l’affidabilità politica di chi dovrebbe partecipare a un progetto comune.
L’avvertimento su Giorgia Meloni e la sfida dell’alternativa
La prospettiva indicata da Conte guarda già alla prossima competizione elettorale. L’obiettivo dichiarato è impedire che il centrodestra possa governare per altri cinque anni e costruire una proposta alternativa capace di convincere anche chi oggi non si riconosce nelle forze di opposizione.
«Cambiare il Paese» è la priorità indicata dal leader del Movimento 5 Stelle. Per raggiungerla, però, Conte ritiene necessario superare sia le divisioni interne sia le alleanze costruite soltanto per contrastare un avversario.
La sua apertura al campo largo resta quindi condizionata da un metodo preciso: prima il programma, poi la verifica delle compatibilità e infine la scelta delle persone. In questo percorso, il ruolo di Renzi non viene escluso in modo definitivo, ma neppure considerato indispensabile.
