Alberto Balboni accusa Elly Schlein di non aver corretto le sue posizioni dopo gli sviluppi dell’inchiesta sull’attentato a Ranucci.
Il caso Sigfrido Ranucci entra nuovamente nello scontro politico. Alberto Balboni, sottosegretario alla Giustizia ed esponente di Fratelli d’Italia, ha rivolto un duro attacco alla segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, contestandole il silenzio seguito agli ultimi sviluppi investigativi sull’attentato compiuto contro il conduttore di Report.
La polemica riguarda le dichiarazioni pronunciate dalla leader dem dopo l’esplosione avvenuta nell’ottobre 2025 davanti all’abitazione del giornalista, nei pressi di Roma. In quella fase la Schlein aveva collegato l’episodio al tema della libertà di stampa e alla situazione democratica italiana, chiamando in causa le responsabilità politiche del governo.
Le indagini hanno successivamente portato gli investigatori a concentrarsi anche sulla posizione di Valter Lavitola, imprenditore ed ex giornalista che aveva rapporti personali con Ranucci. Lavitola è indagato come possibile mandante, ma ha respinto le accuse e la ricostruzione degli inquirenti dovrà essere verificata nel corso del procedimento. Il movente dell’attentato, allo stato, non risulta ancora definito con certezza.
Caso Ranucci, l’attacco di Balboni a Elly Schlein
In un intervento rilanciato dai canali di Fratelli d’Italia, Balboni ha ricordato le parole pronunciate dalla segretaria del Pd nelle settimane successive all’attentato, accusandola di avere utilizzato la vicenda per colpire l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
«Ricordiamo tutti le parole di Elly Schlein quando, all’estero, ha gettato ombre sul Governo nazionale dopo l’attentato a Ranucci. Elly Schlein ha detto che in Italia c’è un problema di democrazia. Poi è andata all’estero a dire che in Italia c’è un problema di democrazia – rimarca -. Poi è tornata in Italia e ha detto che in Italia c’è un problema di democrazia. Elly, ma tu sei il problema di democrazia! Perché invece di difendere le istituzioni italiane, le offendi all’estero».
L’esponente di Fratelli d’Italia sostiene che gli sviluppi dell’inchiesta rendano necessaria una rettifica politica da parte della Schlein. La richiesta di scuse avanzata dal centrodestra si basa sull’idea che le prime dichiarazioni della segretaria dem abbiano attribuito al governo una responsabilità politica prima che emergessero elementi concreti sull’origine dell’attentato.
Le indagini giudiziarie, tuttavia, sono ancora aperte. Il coinvolgimento di Lavitola rappresenta un’ipotesi investigativa e non una responsabilità accertata da una sentenza. L’imprenditore, ascoltato dai magistrati, ha dichiarato di non essere il mandante dell’azione e si è detto estraneo ai fatti.
La richiesta di scuse della maggioranza
Balboni ha concentrato una parte del suo intervento anche sul tema della libertà di informazione, accusando la leader del Partito democratico di difenderla in modo selettivo.
«Perché invece di difendere la libertà di stampa, la usi solo quando ti fa comodo. E soprattutto, dopo quello che è successo a Report, dopo l’attentato a Sigfrido Ranucci, ancora non hai trovato il coraggio di chiedere scusa. Segretaria Schlein, noi stiamo ancora aspettando le tue scuse», ha concluso il sottosegretario.
La carica istituzionale ricoperta da Balboni è stata formalizzata nell’aprile 2026. Il senatore di Fratelli d’Italia è sottosegretario di Stato al ministero della Giustizia e ha ricevuto specifiche deleghe nell’ambito dell’amministrazione giudiziaria.
Il video dell’intervento è stato accompagnato da un messaggio politico del partito: «Dopo pochi giorni dall’attentato a Sigfrido Ranucci, Elly Schlein si è recata all’estero a gettare ombre sul Governo italiano, additandolo come responsabile. Segretaria, aspettiamo ancora le sue scuse».
Gli sviluppi dell’inchiesta sull’attentato
L’attentato contro Sigfrido Ranucci risale al 17 ottobre 2025, quando un ordigno esplose davanti alla sua abitazione, danneggiando le automobili del giornalista e della figlia senza provocare feriti. Il conduttore di Report, da tempo sottoposto a misure di protezione, aveva immediatamente parlato di un salto di livello nelle intimidazioni ricevute.
Gli accertamenti hanno portato all’arresto di quattro persone sospettate di avere partecipato alla preparazione e all’esecuzione dell’attacco. Gli investigatori stanno inoltre analizzando telefoni, dispositivi informatici, chiavette e documenti sequestrati a Lavitola per ricostruire contatti, spostamenti e possibili ragioni dell’azione.
Tra gli aspetti che hanno attirato maggiore attenzione figura il rapporto tra Ranucci e lo stesso Lavitola. Il giornalista non ha negato la frequentazione e ha riferito di avere avuto contatti regolari con lui. Questo elemento non chiarisce però il possibile movente né consente, da solo, di stabilire responsabilità sull’attentato.
Mentre la magistratura prosegue gli accertamenti, il confronto politico si concentra sulle dichiarazioni pronunciate subito dopo l’esplosione. Fratelli d’Italia chiede alla Schlein di riconoscere di avere formulato accuse premature contro il governo. Dal Partito democratico, nel materiale diffuso dal partito di maggioranza, non viene riportata una risposta diretta alla richiesta avanzata da Balboni.
