Commissione Covid, Lisei inchioda Conte “Dice cose diverse, io ho le prove”

Marco Lisei annuncia l’audizione di Giuseppe Conte nella Commissione Covid e ricostruisce lo scontro sulla disponibilità dell’ex presidente del Consiglio.

Giuseppe Conte sarà ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid il prossimo 4 agosto, salvo eventuali impegni delle Aule. Ad annunciarlo è stato Marco Lisei, senatore di Fratelli d’Italia e presidente dell’organismo parlamentare, che ha ricostruito le interlocuzioni avvenute con lo staff dell’ex presidente del Consiglio e respinto la versione secondo cui non sarebbero arrivate convocazioni o contatti formali.

L’audizione rappresenta uno dei passaggi più attesi dei lavori della Commissione, chiamata ad approfondire la gestione dell’emergenza sanitaria e le decisioni assunte durante la pandemia. Conte guidava il governo nella fase iniziale della diffusione del virus e nei mesi in cui furono adottate le misure più restrittive, compresi i provvedimenti sul confinamento, la sospensione di numerose attività e l’organizzazione degli acquisti sanitari.

La definizione della data arriva dopo settimane di accuse reciproche tra il Movimento 5 Stelle e la maggioranza. Al centro dello scontro c’è anche la posizione dello stesso Conte all’interno della Commissione: l’ex premier ne è componente, ma per essere ascoltato dovrebbe lasciare temporaneamente il proprio incarico, presentarsi come audito e successivamente rientrare nell’organismo.

Commissione Covid, Lisei ricostruisce il confronto con Conte

Nell’intervista, Marco Lisei ha sostenuto di avere indicato questa soluzione già nell’autunno del 2024, incontrando inizialmente la contrarietà del leader del Movimento 5 Stelle.

«Io ho proposto nell’autunno 2024 a Conte questa formula: dimettersi, farsi audire e poi rientrare in commissione. Lui ha opposto resistenza ed ha detto che non era disponibile a dimettersi. Questo m’impediva di convocarlo. Oggi, soltanto a seguito delle sollecitazioni di Fratelli d’Italia, e dopo aver avuto rassicurazioni dai presidenti delle due Camere sulla percorribilità della formula che gli ho proposto, si è finalmente reso disponibile. Ed io l’ho immediatamente inserito tra gli auditi».

Secondo il presidente della Commissione, dunque, il ritardo non sarebbe dipeso dalla volontà di escludere Conte, ma dalla necessità di risolvere il problema legato al doppio ruolo di componente dell’organismo e persona chiamata a riferire sui fatti oggetto dell’inchiesta.

La formula individuata prevede dimissioni temporanee, audizione e successivo reintegro. Un passaggio che consentirebbe di distinguere la posizione di chi conduce l’inchiesta parlamentare da quella di chi deve rispondere alle domande dei commissari sulla gestione dell’emergenza.

La data del 4 agosto e lo scontro sulle telefonate

Lisei ha fornito anche la propria versione sui tentativi compiuti dagli uffici per concordare una data. Il senatore ha riferito che, dopo alcune telefonate rimaste senza risposta, sarebbe stato raggiunto lo staff dell’ex premier, al quale sarebbe stata chiesta una disponibilità a partire dall’ultima settimana di luglio.

«Dopo diverse telefonate senza risposta – aggiunge il parlamentare di FdI a proposito delle interlocuzioni telefoniche degli uffici di commissione con lo staff di Conte – hanno parlato con la sua segreteria, a cui è stato chiesto quando era disponibile a venire dall’ultima settimana di luglio in avanti. La risposta è stata: ‘Vi faremo sapere’. Nella giornata di venerdì scorso ci hanno detto che era disponibile per il 4 ed il 5 agosto. Essendo il 5 un mercoledì, impraticabile per via dei lavori delle Aule, l’unica opzione resta martedì 4 agosto. Inizieremo ad audirlo in quella data, salvo imprevisti delle Aule».

La scelta del 4 agosto sarebbe quindi legata sia alle disponibilità comunicate dalla segreteria di Conte sia al calendario parlamentare. L’audizione potrebbe richiedere più tempo, considerata la quantità di decisioni adottate durante i governi presieduti dal leader del M5S e il numero di temi sui quali i commissari intendono ottenere chiarimenti.

Lisei ha inoltre contestato pubblicamente le dichiarazioni di Conte sui mancati contatti, sostenendo di poter documentare le telefonate partite dagli uffici parlamentari.

«Mi dispiace che lui dica cose diverse, tipo di non aver ricevuto chiamate, perché io ho le prove delle chiamate che sono state fatte dal centralino della Camera dei Deputati».

La contrapposizione non riguarda quindi soltanto il contenuto dell’audizione, ma anche la ricostruzione dei passaggi che hanno preceduto la convocazione. Da una parte Conte ha rivendicato la volontà di essere ascoltato; dall’altra Lisei sostiene che la disponibilità sia arrivata soltanto dopo il superamento delle resistenze sulla temporanea uscita dalla Commissione.

Nuove audizioni per Arcuri e Speranza

Il calendario dei lavori non si esaurirà con l’ex presidente del Consiglio. Il presidente della Commissione Covid ha annunciato un nuovo passaggio anche per Domenico Arcuri, già commissario straordinario per l’emergenza durante la fase iniziale della pandemia.

«Arcuri è già stato audìto, ma sarà ascoltato ancora prima della chiusura del Parlamento per la pausa estiva».

La nuova convocazione dovrebbe permettere ai commissari di approfondire alcuni aspetti emersi durante le precedenti sedute, in particolare quelli relativi agli approvvigionamenti, alla struttura commissariale e alle decisioni operative assunte nella gestione dei dispositivi sanitari.

Dopo la pausa estiva potrebbe arrivare anche il turno di Roberto Speranza, ministro della Salute durante i governi Conte II e Draghi. Il suo ruolo è considerato centrale per ricostruire le scelte sanitarie, il rapporto con gli organismi tecnici e il percorso che portò all’introduzione delle misure adottate per contenere i contagi.

«Alla ripresa dei lavori conto di poter convocare anche l’ex ministro Speranza: è una audizione che ho dato per scontato sin dal principio, sempre che lui sia disponibile a venire», ha concluso Lisei.

L’audizione di Conte del 4 agosto aprirà dunque una nuova fase dell’inchiesta parlamentare. I commissari potranno rivolgere direttamente all’ex premier domande sulle decisioni prese durante l’emergenza, mentre il confronto politico resta segnato dalle accuse sulla gestione dei lavori e sulle modalità con cui sono state programmate le testimonianze dei principali protagonisti di quella stagione.

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