Bologna, rubano il rame, custode vede il furgone dei ladri venirgli incontro e spara: denunciato

A Crespellano il custode di un’azienda apre il fuoco contro tre ladri. Porto d’armi scaduto e cinque armi sequestrate.

L’allarme scatta all’alba, il custode impugna una 357 Magnum e pochi minuti dopo esplode tutti i colpi presenti nel tamburo. È finito con una raffica contro le pareti dello stabilimento il tentativo di furto avvenuto in un’azienda di Crespellano, in provincia di Bologna.

L’uomo, un italiano di 63 anni incaricato di controllare un’impresa del settore elettromeccanico, avrebbe sorpreso tre persone mentre caricavano alcune bobine di rame su due furgoni. Quando uno dei mezzi si sarebbe diretto verso di lui, il custode avrebbe temuto di essere investito e avrebbe aperto il fuoco.

Nessuno è rimasto ferito e i tre presunti ladri sono riusciti a fuggire, abbandonando sul posto sia i veicoli sia il materiale che stavano tentando di portare via. Per il 63enne, però, sono scattati la denuncia e il sequestro di tutte le armi possedute: dagli accertamenti è emerso che il suo porto d’armi per difesa personale era scaduto da dodici anni.

Crespellano, il custode sorprende i ladri mentre caricano il rame

L’episodio si è verificato poco dopo le 6 di domenica 19 luglio. L’allarme dello stabilimento è entrato in funzione nelle prime ore del mattino, richiamando l’attenzione del custode che svolgeva compiti di vigilanza all’interno dell’azienda.

Secondo il racconto fornito successivamente ai carabinieri, il 63enne avrebbe preso il proprio revolver calibro 357 Magnum e sarebbe uscito per controllare cosa stesse accadendo.

Una volta raggiunta l’area interessata dall’allarme, si sarebbe trovato davanti tre uomini impegnati a sottrarre bobine di rame. I presunti ladri stavano utilizzando un muletto per sollevare il materiale e caricarlo all’interno di due furgoni.

Il furto sarebbe stato quindi interrotto dall’arrivo del custode. Uno dei tre uomini sarebbe salito alla guida di un mezzo e avrebbe iniziato a muoversi nella sua direzione. Il 63enne, temendo di essere travolto, avrebbe reagito sparando ripetutamente.

Il custode avrebbe esploso tutti i colpi presenti nel tamburo del revolver. Nessuno dei proiettili ha raggiunto i tre uomini: i colpi si sono conficcati nelle pareti dello stabilimento senza provocare feriti.

Spara con la 357 Magnum, i tre uomini abbandonano la refurtiva

Dopo gli spari, i presunti ladri hanno rinunciato al colpo. I due furgoni utilizzati per caricare le bobine di rame sono stati lasciati all’interno o nelle immediate vicinanze dell’azienda, insieme alla refurtiva.

I tre sono riusciti a dileguarsi a bordo di una Fiat Punto. L’automobile è stata successivamente ritrovata abbandonata e sarà sottoposta agli accertamenti tecnici necessari per cercare impronte, tracce biologiche o altri elementi utili alla loro identificazione.

I carabinieri hanno avviato le indagini per ricostruire la provenienza dei veicoli e verificare se fossero stati rubati prima del tentato colpo. Saranno inoltre esaminate le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nello stabilimento e lungo le strade percorse durante la fuga.

Il rame rappresenta un obiettivo frequente per le bande specializzate a causa del suo valore commerciale e della possibilità di rivenderlo attraverso canali illegali. Nel caso di Crespellano, l’intervento del custode ha impedito che il materiale venisse portato via, ma ha aperto un secondo fronte investigativo proprio sull’utilizzo della pistola.

I militari hanno recuperato il revolver impiegato durante l’episodio e verificato la traiettoria dei proiettili. Gli accertamenti dovranno stabilire con precisione la posizione dell’uomo e dei mezzi nel momento in cui sono stati esplosi i colpi.

Porto d’armi scaduto dal 2014, sequestrati fucili e pistole

Le verifiche sulla posizione del custode hanno fatto emergere diverse irregolarità. Il porto d’armi per difesa personale del 63enne risultava scaduto dal 2014 e non sarebbe stato successivamente rinnovato.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe inoltre svolto abusivamente mansioni riconducibili alla professione di guardia particolare giurata, senza possedere i titoli e le autorizzazioni necessari.

Il custode è stato denunciato per porto abusivo di armi, esercizio abusivo di una professione e accensioni ed esplosioni pericolose. Le contestazioni saranno ora valutate dall’autorità giudiziaria.

I carabinieri hanno sequestrato tutte le armi trovate nella sua disponibilità: due fucili e tre pistole, compreso il revolver calibro 357 Magnum utilizzato contro i presunti ladri.

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