Roggero resta in cella tutta l’estate, Salvini: «Fuori il prima possibile»

Mario Roggero trascorrerà l’estate a Bollate. Il Tribunale di Sorveglianza deciderà il 16 settembre sul differimento della pena.

Per Mario Roggero si allontana la possibilità di lasciare subito il carcere. Il gioielliere di Grinzane Cavour, condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi, dovrà attendere il 16 settembre, quando il Tribunale di Sorveglianza di Milano esaminerà la richiesta di differimento facoltativo della pena presentata dai suoi avvocati.

Fino a quella data, Roggero resterà detenuto nel carcere di Bollate. La difesa chiede che l’esecuzione della condanna venga sospesa in attesa della decisione sull’istanza di grazia già depositata dalla moglie. La battaglia giudiziaria si intreccia così con una polemica politica sempre più accesa, alimentata soprattutto dagli interventi di Matteo Salvini.

Il vicepremier ha più volte sostenuto che il gioielliere dovrebbe trascorrere in cella «il meno possibile», distinguendo la sua posizione da quella dei criminali abituali. Una presa di posizione che ha riaperto lo scontro tra chi invoca misure alternative e chi richiama il rispetto della condanna definitiva pronunciata dalla magistratura.

Mario Roggero resta a Bollate: udienza fissata il 16 settembre

La nuova scadenza è stata fissata dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, competente a valutare l’istanza presentata dalla difesa. La richiesta punta a ottenere il differimento facoltativo della pena fino alla definizione della domanda di grazia.

Roggero, 72 anni, è entrato nel carcere di Bollate dopo che la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi. Il 28 aprile 2021, dopo una rapina nella sua gioielleria di Grinzane Cavour, uccise due degli uomini che avevano partecipato all’assalto e ne ferì un terzo. La condanna riguarda due omicidi volontari, il tentato omicidio del terzo rapinatore e il porto illegale dell’arma all’esterno del negozio.

Il procedimento per il differimento della pena ha già attraversato un complesso passaggio tra gli uffici giudiziari di Torino e Milano. La difesa aveva presentato la richiesta anche al Tribunale milanese dopo le questioni sorte sulla competenza territoriale.

La fissazione dell’udienza al 16 settembre significa che non arriverà una decisione immediata. Salvo nuovi provvedimenti, il gioielliere trascorrerà quindi in carcere l’intero mese di agosto e la prima parte di settembre.

Il rigetto di Torino: «Non ci sono necessità e urgenza»

Nella giornata di mercoledì 22 luglio, l’Ufficio di Sorveglianza di Torino aveva già respinto la richiesta di un intervento cautelare immediato. La magistrata Elena Massucco ha ritenuto che non fossero presenti le condizioni indispensabili per disporre provvisoriamente il differimento della pena.

Nel provvedimento si legge che «non si ravvisa, né sono state indicate dalla difesa, le circostanze di necessità e di urgenza indispensabili per provvedere cautelativamente, in questa sede».

Il rigetto non chiude definitivamente il procedimento. La domanda sarà valutata in forma collegiale dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, che dovrà esaminare le ragioni indicate dagli avvocati e stabilire se esistano i presupposti per sospendere temporaneamente l’esecuzione della condanna.

La richiesta di grazia segue un percorso distinto. La decisione finale spetta al presidente della Repubblica, al termine dell’istruttoria prevista. L’istanza non produce automaticamente la sospensione della pena: per questa ragione la difesa ha avviato parallelamente il procedimento davanti alla magistratura di sorveglianza.

La sentenza, intanto, resta pienamente esecutiva. La Cassazione ha confermato la pena stabilita in appello e la Procura di Asti ha successivamente emesso l’ordine di carcerazione.

Salvini insiste: «Non è un criminale di professione»

Il caso è diventato anche un terreno di scontro politico. Matteo Salvini, dopo aver visitato Roggero nel carcere di Bollate, ha auspicato che la permanenza del gioielliere dietro le sbarre sia la più breve possibile.

«La pena è definitiva, però la pena si può scontare in carcere come a casa, come ai domiciliari, come ai servizi sociali, come con i lavori socialmente utili», ha dichiarato il vicepremier.

Secondo Salvini, Roggero non può essere equiparato a «un assassino o un criminale come quelli che lo sono di professione». Il ministro ha inoltre ricordato che la mattina dei fatti il gioielliere era uscito di casa «per andare a lavorare, non per andare a sparare».

Le dichiarazioni hanno provocato forti reazioni nel mondo politico e giudiziario. Al centro della controversia resta il confine tra la solidarietà espressa nei confronti del condannato e il rispetto di una sentenza ormai definitiva.

La prossima tappa è fissata al 16 settembre davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano. Fino alla decisione sull’istanza di differimento, Mario Roggero continuerà a scontare la pena nel carcere di Bollate.

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