Bologna, il Sindacato di Polizia contro il Sindaco Lepore: «Sembrava di essere in guerra»

Il segretario regionale del SAP accusa il sindaco di Bologna dopo gli scontri: «Guerriglia urbana, ora deve rendere conto alle forze dell’ordine».

Le immagini degli scontri avvenuti a Bologna hanno aperto un duro confronto politico e istituzionale. Ospite di L’Aria che tira, il programma di approfondimento di La7 condotto da David Parenzo, Tonino Guglielmi, segretario regionale del SAP, ha criticato apertamente il sindaco Matteo Lepore per le dichiarazioni rilasciate dopo i disordini.

Secondo il rappresentante del Sindacato autonomo di polizia, quanto accaduto nelle strade del capoluogo emiliano non può essere ridimensionato né ricondotto a una lettura parziale degli eventi. Guglielmi ha parlato di una situazione estremamente grave, descrivendo scene di violenza che, a suo giudizio, avrebbero trasformato alcune zone della città in un vero teatro di scontro.

Bologna, Guglielmi descrive una “guerriglia urbana”

Nel corso del collegamento televisivo, il segretario regionale del SAP ha contestato la ricostruzione secondo cui le manifestazioni sarebbero state nettamente separate e riconducibili a due piazze differenti.

«Chiaro, le piazze erano due – ha detto Guglielmi -. Questa poi è una loro narrazione. In realtà noi ci prendiamo la parte che ci riguarda, quella che ha visto la città rasata quasi al suolo. Sembrava di essere in guerra. Io eventi di questo genere ne ho visti veramente pochi. Qui nasce la paura».

Le parole utilizzate da Guglielmi restituiscono il livello di tensione percepito dalle forze dell’ordine impegnate nella gestione dei disordini. Il sindacalista ha insistito soprattutto sulla quantità e sulla pericolosità degli oggetti lanciati durante gli scontri, sottolineando come le immagini mostrino una situazione difficile da contenere.

«Questo chiaramente è quello che abbiamo visto e che ci arriva dalle immagini: hanno tirato di tutto. Sembrava di essere in una guerriglia urbana».

Il riferimento alla paura riguarda anche le condizioni nelle quali gli agenti sono chiamati a intervenire durante manifestazioni che degenerano. In simili circostanze, le forze di polizia devono proteggere persone, edifici e spazi pubblici, cercando allo stesso tempo di evitare un ulteriore aumento della tensione.

L’attacco al sindaco Matteo Lepore

La parte più dura dell’intervento di Guglielmi ha riguardato direttamente Matteo Lepore. Il sindaco di Bologna, esponente del Partito democratico, aveva fornito la propria interpretazione dei fatti, distinguendo i diversi momenti e contesti delle proteste.

Per il segretario regionale del SAP, tuttavia, il ruolo istituzionale ricoperto dal primo cittadino impone particolare prudenza. Le dichiarazioni di un sindaco, soprattutto dopo episodi di violenza e scontri con la polizia, possono avere un peso maggiore rispetto a quelle pronunciate da un esponente politico senza responsabilità dirette sul territorio.

«Detto ciò, quando si fanno certe dichiarazioni bisogna stare molto attenti perché Matteo Lepore non è uno qualsiasi. Non è un politico di schieramento, di governo o di opposizione. Si tratta del sindaco di una città, cioè una istituzione».

Il richiamo di Guglielmi è quindi rivolto alla responsabilità pubblica del sindaco. Dal punto di vista del sindacato di polizia, una ricostruzione percepita come riduttiva rischia di non riconoscere pienamente le difficoltà affrontate dagli agenti nelle ore degli scontri.

Il nodo del rapporto con le forze dell’ordine

Il confronto non riguarda soltanto la lettura politica dei fatti, ma anche il rapporto tra amministrazione locale e forze dell’ordine. In una città come Bologna, sede frequente di cortei e iniziative politiche, la gestione dell’ordine pubblico richiede un coordinamento costante tra istituzioni, autorità di sicurezza e amministrazione comunale.

Guglielmi ha concluso il suo intervento chiedendo che le parole del sindaco vengano spiegate e motivate davanti a chi ha operato sul campo.

«Se dichiara queste cose – ha concluso -, poi ne deve anche rendere conto dinnanzi a tutti e soprattutto alle forze dell’ordine».

Le dichiarazioni del segretario regionale del SAP rendono evidente la distanza tra il sindacato e il primo cittadino sulla valutazione degli scontri. Da una parte c’è la ricostruzione istituzionale proposta da Lepore, dall’altra la testimonianza di chi rappresenta gli agenti coinvolti nelle operazioni di sicurezza. Al centro resta quanto accaduto nelle strade di Bologna, con immagini di lanci, tensioni e violenze che continuano a pesare sul confronto pubblico.

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