La protesta di migliaia di insegnanti destinati a perdere il lavoro: “Sostituiti da chi ha pagato un corso online”

Disparità nell’abilitazione: migliaia di insegnanti esclusi dalle graduatorie scolastiche

Il problema dell’abilitazione online

A partire dal prossimo anno scolastico, migliaia di insegnanti, molti con anni di esperienza nella scuola pubblica, resteranno a casa. Questo è dovuto all’introduzione di un corso abilitante online di due mesi, dal costo di 2.000 euro, che ha permesso ai partecipanti di scalare le graduatorie, passando dalla seconda alla prima fascia e ottenendo 36 punti, equivalenti a tre anni di servizio, nelle graduatorie di sostegno. L’aggiornamento delle graduatorie è stato posticipato per consentire a tutti i “paganti” di superare i colleghi con anni di esperienza, aumentando le loro possibilità di ottenere incarichi di supplenza.

Le testimonianze degli insegnanti esclusi

Marianna Canciani, insegnante triennalista con quasi 10 anni di esperienza e madre di due bambine piccole, esprime il suo disappunto: “Non abbiamo nulla contro i colleghi che hanno potuto accedere al percorso abilitante. Il Ministero aveva garantito che sarebbero partiti corsi abilitanti aperti a tutti i docenti, mentre il corso in oggetto era riservato esclusivamente agli insegnanti già di ruolo, a chi ha la specializzazione nel sostegno o a chi è già abilitato su una materia differente, tagliando fuori tutti noi insegnanti triennalisti. Questo ha significato per me la cancellazione di anni e anni di esperienza nella scuola”.

Nicoletta Tagliaferri, insegnante di sostegno, sottolinea l’ingiustizia del sistema: “Un dottorato di ricerca vale 12 punti, una laurea magistrale di 3 anni vale 2 punti. Vi sembra giusto che un corso completamente online di due mesi, per giunta a pagamento, valga come tre anni di lavoro? Il risultato è che chi non ha comprato il corso, sebbene abbia anni di esperienza nella scuola pubblica, rimarrà a casa, mentre a scuola ci saranno insegnanti che magari non hanno mai fatto un giorno di servizio in vita loro, ma che hanno comprato il titolo”.

Gli insegnanti triennalisti esclusi si sono organizzati in un coordinamento e hanno dato mandato agli avvocati per presentare ricorso. Marianna Canciani aggiunge: “Quando partiranno i corsi abilitanti per noi triennalisti, saremo costretti a frequentarli in presenza per almeno il 50% e saranno inoltre a numero chiuso. Chiediamo il riconoscimento del diritto di poter accedere in contemporanea allo stesso percorso, per poter far valere il nostro servizio. Altrimenti si tratta di una disparità senza alcuna motivazione. La cosa non riguarda solo noi insegnanti, ma si ripercuote direttamente sulle nostre famiglie e sugli studenti, che a settembre potrebbero ritrovarsi con insegnanti diversi o che saranno costretti a cambiare più volte insegnante nel corso dell’anno”.