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Bambina morta per svista medici a ospedale Tor Vergata

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Un viaggio pieno di speranza si è trasformato in uno dei peggiori incubi.

Gloria Maria Ascia era una bellissima bambina di soli due anni sempre sorridente che per una grave patologia genetica doveva essere sottoposta al trapianto del midollo osseo.

Gloria Maria era partita dalla sua Gela in Sicilia, con i genitori, per sottoporsi al tanto atteso trapianto del midollo all’ospedale di Tor Vergata a Roma.

Ma la piccola bambina di soli due anni non ha mai potuto sottoporsi a quel trapianto che molto probabilmente avrebbe determinato la fine delle sue sofferenze.


Gloria Maria Ascia è morta l’11 settembre del 2013, prima dell’intervento, a causa di un catetere inserito in un modo sbagliato.

E’ stata la perizia condotta dal medico legale, nominato dalla Procura di Roma, ha stabilire i reali motivi del decesso.

Il catetere ha provocato nella piccola bambina il perforamento della vena ed una grossa emorragia, patologie non diagnosticate dai medici che avevano in cura  Gloria Maria Ascia.

Enrico Bollero, direttore generale del policlinico di Tor Vergata, ha così commentato i risultati della perizia legale: “Contrariamente a quanto emerso nei giorni scorsi, il catetere usato «era di tipo pediatrico ed è stato posizionato due volte. La prima purtroppo non è andata a buon fine e, molto probabilmente, nel sistemarlo, l’anestesista ha causato l’emorragia interna che ha danneggiato i polmoni e, forse, il cuore”.

La perizia del medico legale è stata consegnata alla Procura di Roma che ha aperto un indagine iscrivendo nel registro degli indagati i medici che non erano riusciti a diagnosticare in tempo le complicazioni sorte dall’errato inserimento di un catetere nel corpo della piccola Gloria Maria Ascia.

Gloria Maria Ascia aveva una malattia rara, un’ anemia falciforme, che sarebbe scomparsa con il trapianto del midollo.

I genitori, con l’aiuto dell’Asl di Gela, erano risusciti a trovare un donatore del midollo compatibile al 100% ma il trapianto doveva avvenire all’ospedale di “Tor Vergata” a Roma.

Il viaggio in capitale, il ricovero nella clinica specializzata e poi l’improvvisa morte per una serie di errori da parte dei medici che seguivano la piccola bambina.

Una lastra ai polmoni interpretata in modo sbagliato al catetere inserito in modo errato e la conseguente emorragia mai diagnosticata hanno provocato, secondo la perizia medico legale, la morte della piccola l’11 settembre 2013.

Ci sarà un processo che sancirà se ci sono, da parte dei medici, delle colpe punibili anche penalmente.