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Ior, indagati per peculato ex presidente Angelo Caloia e ex dirigente Lelio Scaletti

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Un nuovo scandalo si è abbattuto sulla potente banca del Vaticano, lo Ior .

Risultano indagati dal “Promotore di Giustizia del Tribunale del Vaticano” due uomini che hanno ricoperto ruoli di rilievo nello Ior.

Ad essere indagati, con l’accusa di peculato, sono Angelo Caloia, presidente della banca del Vaticano Ior dal 1989 al 2009  e l’ex direttore generale del prestigioso istituto, Lelio Scaletti.

Nel registro degli indagati è stato iscritto anche l’avvocato Liuzzo.

Il tribunale del Vaticano ha aperto le indagini in seguito ad una segnalazione di alcune presunte irregolarità sulla compravendita di immobili presentata dallo Ior.


La banca del Vaticano, Ior, ha denunciato delle irregolarità rilevate per la vendita di appartamenti di proprietà di del Vaticano stesso avvenute nel arco temporale dal  2001 al 2008.

Lo Ior, agli inizi dell’anno 2001, era proprietaria di beni immobiliari per un valore riguardevole di 160 milioni di euro.

La banca del Vaticano predispose la vendita del patrimonio immobiliare.

Secondo alcune indagini interne lo Ior ha verificato che gli immobili vennero venduti ad un costo molto basso rispetto al valore effettivo.

Lo Ior, inoltre, ha ipotizzato che le parcelle pagate per la vendita degli immobili a vari professionisti furono elevatissimi.

Secondo la banca del Vaticano lo Ior  ha avuto un mancato guadagno dalla compravendita avvenuta negli anni tra il 2001 al 2008 di circa 50/90 milioni di euro.

Alcuni immobili, secondo lo Ior, sono stati comprati da società collegate a  Angelo Caloia e  Lelio Scaletti i due ex dirigenti della banca stessa.

Padre Francesco lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni sull’accaduto:  “Il problema è stato presentato alla magistratura dello Stato della Città del Vaticano dalle stesse autorità dello Ior a seguito delle operazioni di verifica interne avviate lo scorso anno. I conti degli interessati presso lo Ior sono stati sequestrati a scopo cautelativo qualche settimana addietro”,

I tre conti correnti, presso la banca del Vaticano, intestati agli indagati per un ammontare complessivo di 17 milioni di euro sono stati bloccati dalle autorità giudiziarie del Vaticano.