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Meloni attacca il cinema italiano e punta il dito contro Claudio Amendola: “Incassi miseri, troppi soldi pubblici sprecati”

La presidente del Consiglio interviene al Forum in Masseria e attacca il sistema del tax credit per il cinema, citando anche il film di Claudio Amendola.

Giorgia Meloni ha espresso forti critiche al sistema di finanziamento pubblico per il cinema italiano durante il suo intervento al Forum in Masseria, organizzato da Bruno Vespa e Comin & Partners. In collegamento video, la premier ha difeso l’operato dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e ha denunciato quelle che ha definito gravi distorsioni legate all’utilizzo del tax credit, citando anche alcuni episodi recenti di cronaca.

Critiche al tax credit e riferimento al caso di Villa Pamphili

La presidente del Consiglio ha preso spunto dalla vicenda legata a Michael Kaufmann, il presunto responsabile dell’omicidio avvenuto a Villa Pamphili a Roma, per evidenziare, a suo dire, le falle del sistema di finanziamento. Secondo Meloni, “il caso Kauffman è solo l’epilogo più drammatico e scandaloso del sistema del tax credit che negli anni ha generato delle vere e proprie truffe”. La premier ha dichiarato che “il sistema ha permesso di finanziare con centinaia di migliaia, se non milioni di euro delle tasse dei cittadini, film che alla fine guadagnavano poche decine di migliaia di euro e intanto avevano pagato cachet milionari a registi e autori”.

Il riferimento a Claudio Amendola e al film “I Cassamortari”

Nel suo discorso, Meloni ha menzionato esplicitamente anche Claudio Amendola, facendo riferimento al film “I Cassamortari”. Ha sottolineato che l’opera avrebbe incassato 490 mila euro al botteghino a fronte di 1 milione e 250 mila euro ricevuti in fondi pubblici. La premier ha poi affermato: “Mi stupisce che qualcuno continui a proteggere il tax credit, penso che chi ha cuore i soldi pubblici dovrebbe preferire un sistema meritocratico e trasparente di contributi”.

Secondo quanto riferito dalla presidente, “il sistema è costato circa sette miliardi di euro solo negli ultimi otto anni”, sottolineando che l’attuale esecutivo intende rivedere i criteri di distribuzione dei fondi. “I soldi che prima finivano ai soliti noti con le pance piene e le sale vuote – ha dichiarato – vengono destinati a impieghi migliori”.

Meloni ha poi concluso il suo intervento affermando: “Non ho paura ad aggredire le rendite di posizione e il malaffare, sono convinta che gli attacchi molto duri rivolti ieri a Sangiuliano e oggi al ministro Giuli siano dovuti al fatto che il governo ha messo mano a questo ignobile scandalo, sono molto determinata ad andare avanti per il bene del cinema italiano”.