Il cantautore è vivo e in tour, ma nel testo della delibera comunale è indicato come omaggiato “in memoria”. Scoppia l’ironia online.
Singolare scivolone amministrativo nel Comune di Castellaneta, guidato dal sindaco Giambattista Di Pippa, esponente del centrosinistra sostenuto da Sinistra Italiana e Partito Democratico. Lo scorso 2 luglio, la giunta ha approvato una delibera relativa a due spettacoli musicali a cura del cantautore leccese Luigi Mariano, in programma nell’ambito della rassegna estiva Bella d’Estate, dedicati a Giorgio Gaber e Francesco De Gregori.
L’iniziativa, si legge nel documento ufficiale, ha come obiettivo quello di “omaggiare due grandi maestri della musica italiana” e di far conoscere al pubblico anche brani meno noti di entrambi. Una formulazione che ha lasciato intendere che si trattasse di un tributo postumo a entrambi. Peccato però che De Gregori sia vivo e vegeto, con un tour attualmente in corso.
L’evento dedicato a Giorgio Gaber, dal titolo Chiedo scusa se parlo di Giorgio, si è tenuto regolarmente giovedì 3 luglio a Palazzo Baronale, omaggiando il celebre artista scomparso nel 2003. Quello su Francesco De Gregori, intitolato Guarda che non sono io, è previsto invece per il 25 luglio a Palazzo San Domenico. Ma proprio il titolo, che riprende un verso noto dell’artista romano, sembra ora paradossalmente profetico.
Intanto De Gregori, classe 1951, si appresta a salire sul palco il 26 agosto a Bisceglie, il 4 settembre a Lecce e il 19 novembre a Bari, nell’ambito di un tour che lo porterà nei principali teatri e palasport italiani. Nulla, insomma, che giustifichi un “omaggio in memoria”.
L’errore non è passato inosservato e ha scatenato l’ironia sui social. Su X, c’è chi scrive: “Siamo inimitabili: a Castellaneta commemoriamo anche i vivi”, o ancora: “Qualcuno ha pensato di ricordarlo in memoria. Peccato che De Gregori stia benissimo”. Tra i commenti più caustici, anche: “Essendo un fan di entrambi, ringrazio. Ma vorrei solo precisare che De Gregori è ancora vivo”.
Non è arrivata alcuna rettifica ufficiale dal Comune, né chiarimenti sull’imprecisione contenuta nella delibera. Un piccolo incidente che ha però scatenato un caso nazionale, tra umorismo e imbarazzo istituzionale.
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