Bari & Puglia cronaca

Policlinico di Bari, sei trapianti di cuore in una settimana: interventi da record con donazioni internazionali

In sette giorni, l’équipe cardiochirurgica del Policlinico di Bari ha eseguito sei trapianti su pazienti in grave insufficienza cardiaca terminale grazie a donazioni da tutta Europa.

Trapianti complessi completati in tempi ristretti

Sei trapianti di cuore in appena una settimana. È il risultato raggiunto dall’unità di Cardiochirurgia trapiantologica del Policlinico di Bari, guidata dal professor Tomaso Bottio. L’équipe ha operato su pazienti affetti da scompenso cardiaco in fase avanzata, portando a termine sei interventi salvavita nell’arco di sette giorni.

L’organizzazione delle operazioni ha richiesto una gestione estremamente complessa, sia dal punto di vista clinico che logistico. I cuori destinati al trapianto sono stati prelevati da donatori localizzati in diversi punti d’Europa: Nuoro, Roma, Padova, ma anche Atene, Périgueux e Tolosa. Il trasporto degli organi è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra le reti nazionali e internazionali per la donazione, che hanno garantito il coordinamento delle operazioni nel rispetto delle tempistiche mediche.

Tra gli interventi, uno in particolare ha coinvolto un cuore proveniente da un donatore a cuore fermo, procedura nota come Donation after Circulatory Death (DCD). In questi casi, i tempi di esecuzione sono estremamente ristretti, poiché l’organo deve essere trapiantato entro un massimo di quattro ore per evitare danni irreversibili.

Il commento del professor Bottio sulla complessità dell’operazione

A sottolineare l’importanza dell’attività svolta è stato lo stesso professor Tomaso Bottio, direttore dell’unità operativa complessa di Cardiochirurgia trapiantologica: «In pochi giorni abbiamo affrontato una sfida che richiede un’organizzazione chirurgica, anestesiologica, logistica e clinica estremamente sofisticata».

Il medico ha poi evidenziato l’impegno straordinario della sua équipe, composta da specialisti disponibili a partire anche per lunghe trasferte pur di assicurare il successo degli interventi: «Alcuni cuori sono stati prelevati a centinaia di chilometri di distanza, anche all’estero, e ringrazio la generosità dei cardiochirurghi della mia équipe, che non si tirano mai indietro quando si tratta di affrontare un viaggio per non lasciare un nostro paziente privo della possibilità di un trapianto».

L’attività dell’équipe barese rappresenta un esempio di efficienza e coordinamento tra strutture sanitarie, in un ambito che richiede estrema precisione e tempestività. L’obiettivo resta quello di garantire, anche in condizioni critiche, l’accesso al trapianto a chi ne ha urgente necessità.