Lite su uso cellulari a scuola, Riniolo “Provvedimento inutile”, Matone “Il divieto va rispettare”
A La7 scontro acceso tra Filippo Riniolo e Simonetta Matone sul provvedimento firmato dal Ministero dell’Istruzione: regole necessarie o divieto inutile?
Il provvedimento del Ministero
Durante la puntata di giovedì 28 agosto di L’Aria Che Tira su La7, la discussione si è concentrata sulla circolare del 16 giugno, firmata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, che vieta l’utilizzo dei telefoni cellulari non solo durante le lezioni, ma anche più in generale durante l’orario scolastico negli istituti di secondo ciclo. Una decisione che ha diviso politici, docenti e opinione pubblica, diventando terreno di scontro anche in studio.
La critica di Riniolo
L’artista milanese Filippo Riniolo ha contestato il provvedimento, giudicandolo inefficace: “Ci sono tanti Paesi che lo vietano, ma è tutto sbagliato… proprio l’approccio”. Per spiegare la sua posizione ha usato una metafora: “Se domani vietate la febbre, non è che la gente smette di ammalarsi. Non è con i divieti e le proibizioni che si crea un rapporto con studenti e studentesse. La verità è che a scuola, con i professori, si può provare a capire come si usa il cellulare”.
Secondo Riniolo, il rischio è che la norma venga semplicemente aggirata: “I ragazzi il cellulare lo useranno lo stesso in barba a Valditara. Questo provvedimento fa acqua da tutte le parti”.
La replica di Matone
Alle parole di Riniolo ha replicato duramente la deputata della Lega Simonetta Matone, difendendo la linea del governo: “Lei vive in un mondo senza regole”, ha ribattuto, sottolineando che il provvedimento ministeriale “è obbligatorio” e come tale deve essere rispettato.
Per Matone, la misura ha anche un valore simbolico: “Così si manda un messaggio forte”. Una posizione che ha trovato sostegno in parte dello studio, contrapponendosi alla visione critica di Riniolo e accendendo ulteriormente il dibattito.