Vannacci: “Il Leoncavallo andava sgomberato, in uno Stato libero non c’è spazio per l’illegalità”
L’eurodeputato della Lega Roberto Vannacci commenta lo sgombero del Leoncavallo: “Mi stupisce che ci siano voluti 31 anni, era uno spazio abusivo”.
Lo sgombero del Leoncavallo
Durante la trasmissione “Filorosso”, condotta da Manuela Moreno su Rai 3, l’eurodeputato leghista Roberto Vannacci è intervenuto sul recente sgombero del centro sociale Leoncavallo di Milano, avvenuto dopo oltre trent’anni di occupazione. Per l’esponente del Carroccio non poteva esserci altra soluzione: «Il Leoncavallo andava sgomberato. Anzi mi stupisce che ci siano voluti 31 anni perché in uno Stato libero e democratico non può sopravvivere alcuno spazio di illegalità, alcuno spazio dove la sopraffazione e la prevaricazione dominano sullo Stato e sull’ordine costituito».
Vannacci ha anche messo in discussione il valore culturale riconosciuto da molti alle attività del centro: «Non so se si possa chiamare cultura quella che è stata effettuata o creata all’interno del Leoncavallo».
“Era uno spazio abusivo”
Il parlamentare europeo ha poi richiamato i principi costituzionali per giustificare l’intervento: «Certo che era uno spazio abusivamente occupato e visto che l’articolo 42 della Costituzione tutela la proprietà privata, andava sgomberato al più presto».
Pur precisando di non voler negare luoghi di aggregazione ai giovani, Vannacci ha ribadito che questi non possano gravare sulla collettività: «Nessuno vuole togliere spazi alle persone che li cercano, ma i famosi antagonisti o alternativi lo facciano, ma non alle spese della società. Lo facciano a spese loro, si affittino un capannone, paghino le bollette, pagano i costi e facciano gli alternativi con i propri denari».