Protesi al seno e lifting, 14enne muore dopo due interventi estetici eseguiti dal compagno della madre

Paloma Nicole, 14 anni, è morta dopo mastoplastica e lifting ai glutei a Durango. La madre parlò di Covid, ma il padre scoprì la verità solo sul cadavere.

Gli interventi estetici e la bugia sul Covid

Una tragedia sconvolgente ha colpito la città di Durango, in Messico, dove la 14enne Paloma Nicole Arellano Escobedo è morta lo scorso 20 settembre in seguito a complicazioni dopo due interventi di chirurgia estetica. La ragazza si era sottoposta a una mastoplastica additiva e a un lifting ai glutei eseguiti dal nuovo compagno della madre, chirurgo plastico di professione.
Il padre, estraneo alla vicenda, ha saputo della morte improvvisa della figlia solo dopo essere stato informato dalla ex moglie, che gli aveva riferito come causa del decesso presunte complicazioni dovute al Covid-19. Una spiegazione che, fin da subito, aveva sollevato dubbi. Al funerale, infatti, alcuni parenti avevano notato cambiamenti fisici nella ragazza, alimentando sospetti. «Mi hanno detto che il suo seno era più grande di prima», ha raccontato il padre, il quale, messo alle strette, ha ottenuto conferma dei propri timori solo osservando il cadavere.

La scoperta e l’autopsia

Davanti al corpo della figlia, il padre non ha potuto ignorare l’evidenza: erano visibili le protesi mammarie e le cicatrici degli interventi. «Le abbiamo fotografate, e anche le cicatrici. Abbiamo subito richiesto un’autopsia», ha spiegato. Le indagini hanno poi chiarito che la madre non solo era al corrente degli interventi, ma li aveva sostenuti, consentendo al proprio compagno di operare la ragazza.
Secondo quanto ricostruito dai pubblici ministeri, la giovane era entrata in coma poco dopo gli interventi e non si era più ripresa. L’autopsia preliminare ha rilevato la presenza di edema cerebrale, complicazioni polmonari e problemi cardiaci che avrebbero portato al decesso.

Le responsabilità e l’inchiesta

Il chirurgo plastico, identificato come Victor N., è attualmente indagato per negligenza e omicidio colposo. L’accusa sostiene che abbia operato la minorenne senza rispettare protocolli di sicurezza e senza valutare le conseguenze mediche su un organismo ancora in crescita.
La vicenda ha sollevato indignazione in Messico, dove si discute da tempo della crescente pressione estetica sulle giovanissime e della mancanza di controlli stringenti sulle cliniche private. In questo caso, a rendere la vicenda ancora più drammatica è stata la bugia della madre, che avrebbe cercato di coprire quanto accaduto con una versione inventata, nascondendo al padre la verità sugli interventi fino a quando l’evidenza non è emersa.
Il caso resta aperto e le autorità attendono i risultati definitivi dell’autopsia per chiarire le cause precise della morte e stabilire eventuali ulteriori responsabilità penali. Intanto, l’opinione pubblica è scossa da una vicenda che ha intrecciato fragilità adolescenziali, pressioni familiari e gravi omissioni.

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