Sondaggi 2025, Meloni vola, in panne Schlein e Conte, stabili Lega e FI
La supermedia YouTrend-AgI conferma che la coalizione guidata dal governo avanza, mentre l’asse Pd-M5S non decolla.
Numeri chiave: FdI vola, centrosinistra zoppica
Secondo l’ultima rilevazione della supermedia YouTrend-AgI, il partito guidato da Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia (FdI), ha raggiunto un valore intorno al 30,5%, un risultato senza precedenti per un partito di governo. Il dato mostra una crescita consolidata della formazione di maggioranza, confermando uno slancio dell’area che sostiene l’esecutivo. Parallelamente, la coalizione di centro-destra nel suo complesso mostra un andamento in ascesa, incrementando il proprio peso elettorale rispetto al passato. Open+2Youtrend -+2
Nel dettaglio, il partito di centro-destra secondo – Forza Italia – è stimato al 9,2%, +0,3% rispetto all’ultima rilevazione del 16 ottobre, mentre Lega figura all’8,5%. Il piccolo partito Noi Moderati si attesta allo 0,8%, perdendo un decimale. Questi numeri confermano che il centro-destra continua a migliorare la propria posizione, mentre i partner minori arrancano.
La sinistra del “campo largo” resta al palo
In netto contrasto, la sinistra sembra bloccata in una fase di stallo e declino. Il Partito Democratico (Pd), pur essendo la seconda forza nazionale, registra il 21,8%, in calo dello 0,5% rispetto all’ultima rilevazione. Qualora si votasse domani, sarebbe la terza volta consecutiva che il partito resta sotto la soglia del 25%. Su scala più ampia, l’alleanza con il Movimento 5 Stelle (M5S) non produce accelerazioni: il M5S è stimato al 12,2%, in leggera flessione (-0,2%). L’Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) si mantiene al 6,6%, senza guadagni. L’analisi suggerisce che l’offerta politica di sinistra fatica a mobilitare elettorato nuovo o recuperare quelli persi. La7.it+1
Cosa significa e perché potrebbe essere cruciale
La crescita del centro-destra indica una consolidazione del consenso che potrebbe trasformarsi in vantaggio elettorale reale. Il dato del 30% per FdI è emblematico: fino a oggi, ben pochi partiti di governo italiani hanno raggiunto tale soglia in rilevazioni continue. Tale posizione rafforza la leadership del partito all’interno della coalizione e ne amplifica l’influenza nel dibattito politico.
Dall’altro lato, la sinistra appare incagliata. La ripetuta permanenza del Pd sotto il 25% e la stabilità negativa del M5S segnalano mancata capacità di rilancio e possibili problemi di strategia, comunicazione o presenza sul territorio. Per un “campo largo” che vorrebbe esserlo davvero, questi numeri rappresentano una campana d’allarme: non basta l’alleanza se essa non produce risultati tangibili.
In un contesto politico in cui la scena è dominata da temi come la giustizia, l’immigrazione, l’economia e le infrastrutture, il vantaggio numerico della coalizione di governo può tradursi in maggiore libertà d’azione e margine nelle decisioni parlamentari. Allo stesso tempo, per l’opposizione la sfida è invertire quella che appare una tendenza consolidata, recuperare fiducia e tornare a essere attrattiva per segmenti di elettorato attualmente disillusi.