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Meloni incassa l’assist Ue: l’Italia vicina alla chiusura del dossier deficit

L’Europa valuta l’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione se i dati 2025 confermeranno un deficit sotto il 3%, come indicato da Valdis Dombrovskis.

Previsioni positive sul deficit

Il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis ha illustrato le nuove stime sul bilancio italiano durante la presentazione delle previsioni economiche d’autunno. Le proiezioni indicano per il 2025 un deficit al 3% del Pil, un livello che secondo Bruxelles potrebbe aprire la strada all’uscita dell’Italia dalla procedura per disavanzo eccessivo. Il commissario ha sottolineato che, nei frequenti scambi con la Commissione, le autorità italiane hanno ribadito la volontà di mantenere il rapporto deficit/Pil leggermente sotto questa soglia, considerata il requisito indispensabile per avviare la chiusura del procedimento. Le verifiche ufficiali saranno eseguite da Eurostat con i dati definitivi del 2025, disponibili nel mese di aprile, momento in cui la Commissione deciderà se procedere con l’abrogazione all’interno del pacchetto primaverile del Semestre europeo.

Indicatori finanziari e andamento dei mercati

Tra i segnali considerati rilevanti sul fronte economico, gli osservatori europei hanno evidenziato la recente riduzione dei rendimenti dei titoli di Stato italiani. I Btp hanno infatti raggiunto livelli minimi che non si vedevano dal 2022, mentre lo spread tra Btp e Bund tedeschi a due anni continua a restringersi. Secondo gli analisti, questo movimento riflette un miglioramento della percezione dei mercati rispetto alla sostenibilità del debito pubblico italiano e si inserisce in un contesto di maggiore fiducia verso la gestione dei conti. La Commissione valuta tali elementi insieme agli indicatori macroeconomici e alle strategie fiscali presentate dal governo, in modo da ottenere un quadro complessivo coerente prima di procedere alla valutazione di aprile.

Stime sulla crescita e prospettive degli investimenti

Nel corso dell’incontro, Valdis Dombrovskis ha anche illustrato le proiezioni della Commissione sulla crescita italiana. Per il 2024 è prevista un’espansione dello 0,4%, destinata a salire allo 0,8% nei due anni successivi. La crescita sarebbe sostenuta principalmente dai consumi delle famiglie e dagli investimenti, con il programma Recovery che continua a rappresentare il motore principale degli investimenti pubblici. Il commissario ha aggiunto che, con la conclusione del Pnrr, il prossimo anno coinciderà con una nuova fase del quadro finanziario pluriennale, in cui è attesa una ripresa dei finanziamenti dedicati alla coesione. Secondo le previsioni, tali strumenti dovrebbero contribuire a mantenere stabile il livello degli investimenti pubblici nel medio termine.