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Salvini ironizza sul Ponte: “Quando sento quella parola guardo se c’è qualcuno della Corte dei Conti”

Matteo Salvini interviene all’evento del Mit e torna sul tema del Ponte, tra ironia sui controlli della Corte dei Conti e frecciate contro il presunto pregiudizio nei suoi confronti.

L’intervento al Maxxi e la battuta sulla Corte dei Conti

Durante l’evento “Infrastruttura ventisei. L’ultimo miglio del Pnrr”, organizzato dal Mit e ospitato al museo Maxxi di Roma, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini è tornato a parlare del tema più simbolico e controverso del suo mandato: il Ponte sullo Stretto.
Con il suo consueto tono sarcastico, Salvini ha dichiarato: “Quando sento la parola ‘ponte’ mi fermo, guardo se c’è qualcuno della Corte dei Conti in zona e penso a come proseguire il mio cammino”.
Un riferimento che ha subito attirato l’attenzione dei presenti, alludendo ai controlli e ai rilievi sulla fattibilità del progetto che negli ultimi mesi hanno generato polemiche politiche e un dibattito acceso.
Il vicepremier ha spiegato di preferire “mandare avanti gli altri”, vista quella che definisce una forma di pregiudizio nei suoi confronti ogni volta che si parla dell’opera.
La battuta ha riacceso il confronto sul rapporto tra Governo e organismi di controllo, in un contesto in cui le infrastrutture strategiche restano al centro dell’agenda politica.

Il riferimento all’ex ad di Tim e il tema del pregiudizio

Nel suo intervento, Matteo Salvini ha ricordato anche una dichiarazione che, secondo lui, dimostrerebbe quanto il dibattito sul Ponte sia condizionato da valutazioni personali e non tecniche.
“Lessi un’intervista all’ex ad di Tim che diceva ‘il ponte si deve fare nonostante il ministro sia Salvini’”, ha affermato davanti alla platea del Maxxi.
Il riferimento, carico di sarcasmo, è stato interpretato come una critica diretta a chi – nel mondo economico e politico – sostiene il progetto pur manifestando scetticismo sulla capacità del ministro di guidarne la realizzazione.
Salvini ha insistito sul fatto che il Ponte rappresenti un’opera strategica per la mobilità e lo sviluppo, ma che intorno a sé continua a generare una narrazione che, secondo lui, penalizza ingiustamente la sua figura.
Il vicepremier ha ribadito la volontà di portare avanti i progetti infrastrutturali previsti dal Pnrr, sottolineando la necessità di superare ritardi, vincoli e opposizioni interne che spesso rallentano il percorso delle grandi opere.

Le infrastrutture e il clima politico attorno al Ponte sullo Stretto

L’intervento di Matteo Salvini arriva in un momento in cui il dibattito sulle grandi infrastrutture è diventato uno degli assi portanti della strategia comunicativa del Mit.
Il Ponte sullo Stretto rimane il progetto più simbolico e divisivo: considerato dal ministro un’opera necessaria per la competitività del Paese, è percepito da una parte del mondo politico e tecnico come rischioso, complesso e costoso.
Le parole pronunciate al Maxxi confermano la volontà del vicepremier di mantenere alta l’attenzione sull’opera, utilizzando anche toni ironici per evidenziare le resistenze che sostiene di subire.
Il clima di tensione evidenziato dai riferimenti alla Corte dei Conti e ai giudizi esterni alimenta una narrazione in cui Salvini si presenta come il bersaglio di un pregiudizio esteso, ma determinato a procedere.
Il confronto sul Ponte e sulle infrastrutture strategiche proseguirà nelle prossime settimane, anche alla luce delle scadenze legate al Pnrr e delle valutazioni tecniche attese da più istituzioni.