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Crosetto annuncia il “dome” nazionale: 4,4 miliardi per la nuova difesa “Serve uno scudo contro missili e droni”

Il ministro della Difesa Guido Crosetto spiega in Parlamento la struttura del nuovo “dome” nazionale, un sistema multilivello per la protezione spaziale, antimissilistica e antidrone previsto nel documento 2025-2027.

Il progetto del dome nazionale e l’investimento da 4,4 miliardi

In audizione davanti alle Commissioni Difesa di Camera e Senato, il ministro Guido Crosetto ha illustrato la struttura del cosiddetto “dome” nazionale, definendolo “uno scudo, un ecosistema, un’architettura protettiva finalizzata alla difesa spaziale, antimissilistica e antidrone”. Secondo quanto dichiarato, si tratta di una capacità che l’Italia non ha mai posseduto in passato e che non sarebbe più rinunciabile in un quadro internazionale caratterizzato da nuove minacce e rapido sviluppo tecnologico. Il progetto comporta investimenti pari a circa 4,4 miliardi di euro distribuiti nelle annualità previste dal documento programmatico pluriennale della Difesa. L’obiettivo è costruire un sistema in grado di contrastare attacchi di diversa natura, integrando tecnologie già disponibili con nuovi strumenti in fase di sviluppo.

La filosofia del sistema e le esigenze di protezione del territorio

Nel suo intervento, Guido Crosetto ha chiarito che il dome non rappresenta un unico apparato ma “un sistema multilivello, interoperabile, pensato per garantire in futuro protezione e difesa al nostro territorio”. Il ministro ha sottolineato come le capacità richieste oggi ai sistemi di difesa debbano tenere conto di uno scenario in rapida evoluzione, caratterizzato da minacce che spaziano dai droni ai vettori missilistici di nuova generazione. La necessità di una risposta integrata, ha spiegato, nasce dall’impossibilità di affidarsi a un’unica tecnologia o a un singolo livello di difesa, motivo per cui il progetto punta a un’architettura complessa e coordinata. Crosetto ha inoltre evidenziato che, allo stato attuale, la protezione completa non è ancora disponibile, ma il percorso delineato punta a colmare questo divario nei prossimi anni.

L’audizione e il contesto politico e strategico della scelta

Durante l’audizione, il ministro ha inquadrato la necessità del dome nel più ampio scenario internazionale, citando la continua accelerazione tecnologica e la trasformazione degli strumenti di minaccia e offesa. Il documento programmatico pluriennale della Difesa per il triennio 2025-2027, al centro dell’esame parlamentare, prevede risorse destinate a modernizzare l’intero comparto, con particolare attenzione a sicurezza cibernetica, spazio, difesa antiaerea e capacità di risposta rapida. Crosetto ha definito il dome una componente essenziale di questa strategia, sostenendo che l’Italia debba dotarsi di strumenti idonei a proteggere infrastrutture civili, militari e la popolazione. Le Commissioni proseguiranno ora l’analisi tecnica del programma prima del passaggio agli step successivi previsti dall’iter parlamentare.