Hotel allontana un ragazzo disabile dalla sala ristorante: condannato lo staff
Il caso del 24enne escluso dalla sala ristorante diventa una sentenza che impone formazione obbligatoria al personale dell’hotel di San Martino di Castrozza.
La denuncia della famiglia Pimpinelli e il racconto dell’accaduto
Il caso riguarda Tommaso Pimpinelli, 24 anni, affetto dalla malattia di Norrie, che nel 2023 si trovava in vacanza con la famiglia in un hotel di San Martino di Castrozza. Durante il pranzo, alcuni membri dello staff si avvicinarono comunicando ai genitori che alcuni ospiti sarebbero stati “infastiditi” dalla presenza del giovane. Alla famiglia fu proposto di spostarsi in una saletta appartata con vetri oscurati, richiesta che generò immediato sconcerto. La madre, Cecilia Bonaccorsi, reagì denunciando pubblicamente quanto accaduto e raccontando la sensazione di essere stati trattati come non graditi.
La battaglia legale e la richiesta simbolica di un euro
La famiglia decise di interrompere le vacanze e tornare a casa, comunicando di non aver ricevuto scuse né contatti successivi dalla struttura. La denuncia ha portato a un procedimento civile nel quale i genitori di Tommaso chiesero un risarcimento simbolico di un euro e la pubblicazione della sentenza. L’obiettivo, ha spiegato la madre, non era economico, ma educativo: ottenere un percorso riabilitativo per il personale dell’hotel. La vicenda aveva suscitato ampio dibattito anche sui social, dove la madre aveva descritto il figlio come trattato “come un cane non ammesso nella sala ristorante comune”.
La decisione del giudice: obbligo di formazione per lo staff dell’hotel
La sentenza arrivata dopo due anni stabilisce per il personale dell’hotel l’obbligo di frequentare un percorso formativo presso l’associazione HandiCrea, dedicato alla conoscenza delle diverse forme di disabilità e alle modalità corrette di accoglienza. Il corso dovrà fornire agli addetti strumenti concreti per sviluppare sensibilità e competenze adeguate, così da prevenire situazioni discriminatorie simili. Intanto la famiglia ha ribadito di desiderare solo serenità e rispetto, chiarendo di non voler tornare nella struttura.