Violenza in aumento, l’allarme di Guido Crosetto sulle nuove tensioni in Italia, “Rischio di nuove Brigate Rosse”
L’Italia vive un’escalation di tensioni con episodi violenti nelle piazze e attacchi contro istituzioni e stampa, mentre il ministro Guido Crosetto richiama alla prudenza.
Clima di odio e timori per nuove derive violente
Nelle piazze italiane si registrano da mesi episodi sempre più aggressivi, con foto del presidente del Consiglio bruciate e assalti contro redazioni considerate avverse.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un’intervista, ha descritto un Paese attraversato da un malessere diffuso che alimenta fratture politiche e sociali.
Nel suo intervento ha avvertito del rischio di rivedere dinamiche simili a quelle degli Anni di Piombo, parlando apertamente di possibili “Brigate Rosse 4.0”.
“Foto bruciate nelle piazze, confronti negati nelle Università, assalti alle redazioni dei giornali.
Si respira un’aria brutta, pesante, irragionevole, violenta.
E non vorrei che all’improvviso ci trovassimo a fare i conti con delle ‘Brigate Rosse 4.0’”, ha dichiarato senza esitazioni.
Il ministro ha inoltre spiegato di essere preoccupato “da una violenza che cresce, da un odio ideologico e politico che si cerca di alimentare”, parlando di “un assurdo conflitto che si radica sempre di più e che va combattuto in maniera bipartisan”.
Crosetto: “Serve una risposta condivisa per fermare l’odio”
Nel suo ragionamento, Crosetto ha evidenziato come l’odio stia diventando un elemento ricorrente e pericoloso del dibattito pubblico.
Ha chiesto quindi una risposta congiunta, sottolineando la necessità di ricomporre il quadro politico per evitare ulteriori degenerazioni.
L’escalation di contestazioni, ha osservato, dimostra che la tensione non riguarda un solo settore ma coinvolge diversi ambiti, dalle piazze alle Università fino al rapporto con la stampa.
In questo scenario, ha chiesto all’opposizione una collaborazione costruttiva per riportare equilibrio e prevenire ulteriori episodi di violenza organizzata.
Il dibattito sulla leva e il progetto di “riserva” nazionale
Il ministro ha poi chiarito la propria posizione sul tema della leva volontaria, diventato motivo di scontro nelle ultime settimane.
“Però serve fare chiarezza – precisa – le Forze Armate vengono, già oggi, reclutate su base volontaria.
Chi vuole, ci entra.
La leva obbligatoria l’abbiamo messa in naftalina e non abbiamo nessuna intenzione di ripristinarla”.
Ha quindi proposto l’istituzione di una “riserva” che possa accogliere tecnici, esperti e militari ausiliari con funzioni specifiche.
“Non si torna alla naja, non c’è il tentativo di militarizzare l’Italia – aggiunge – e comunque non sarò io a decidere, ma il Parlamento dove chiederò a tutte le forze politiche di costruire un progetto perché serve all’Italia, non solo alla Difesa”.
