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L’accusa di Vittorio Feltri “Italia alla frutta: ora i nipoti ammazzano le nonne a martellate”

Le parole di Vittorio Feltri partono dal caso di Acilia e denunciano un Paese dove i legami familiari crollano, gli anziani restano esposti e la brutalità sostituisce il rispetto.

Il caso di Acilia e la denuncia di Vittorio Feltri

Nel commentare l’omicidio avvenuto ad Acilia, Vittorio Feltri utilizza un’immagine potente: un tempo, nelle fiabe, era il lupo a divorare la nonna, oggi è il nipote a colpirla a martellate. Una metafora che segna la distanza tra il simbolico e l’orrore reale.

Per il giornalista, ciò che è accaduto non sorprende, perché la violenza domestica cresce da anni e non riguarda soltanto i femminicidi, pur tragicamente numerosi. Accanto alle donne uccise dai partner, esiste un’altra scia di sangue: figli che eliminano i genitori, genitori che distruggono i figli, neonati abbandonati, anziani aggrediti da parenti che dovrebbero proteggerli.

La famiglia, osserva Vittorio Feltri, smette sempre più spesso di essere un rifugio e diventa un campo di battaglia dove esplodono frustrazioni, rabbie e fragilità mai gestite.

Il movente attribuito al trentenne di Acilia, “non sopportavo più di essere deriso”, per Feltri è ancor più inquietante del delitto stesso, perché riduce un atto brutale a una giustificazione infantile.

Se un uomo adulto soffre in casa, afferma, può andarsene, cambiare vita, rompere i rapporti: ciò che non può fare è trasformare un dissidio in un massacro.

L’eclissi dell’empatia e il ruolo dimenticato degli anziani

Nel ragionamento di Vittorio Feltri emerge un tema cruciale: la perdita di rispetto verso l’anzianità. Secondo il giornalista, gli anziani sono spesso percepiti come un peso, un intralcio, mentre i dati del Censis raccontano l’esatto contrario.

I nonni, sostiene Feltri, sono la forza silenziosa che regge l’Italia: con pensioni modeste sostengono economicamente figli e nipoti, pagano spese, bollette, mutui, si occupano dei bambini e rappresentano l’unica rete familiare che resta davvero stabile.

Eppure, la loro presenza non viene valorizzata. Quando va bene, incontrano indifferenza; quando va male, subiscono abusi; quando va malissimo, diventano vittime.

Per Feltri, questa mancanza di riconoscenza è lo specchio di un decadimento più ampio: se non siamo in grado di onorare chi ci ha cresciuti e sostenuti, cosa resta della struttura morale del Paese?

Legami fragili e brutalità crescente nella società italiana

Il pericolo, per Vittorio Feltri, non sta soltanto nei singoli episodi di violenza, ma in ciò che rivelano: un’Italia in cui i legami familiari si spezzano, l’empatia svanisce e la frustrazione si trasforma in aggressività.

L’assenza di timore — verso Dio, verso la legge, persino verso la vergogna — lascia spazio a un comportamento impulsivo, che mette a rischio soprattutto la parte più fragile della popolazione: gli anziani.

La conclusione del giornalista è netta e priva di retorica: una società che non sa proteggere chi rappresenta la sua memoria e la sua saggezza è una società che ha già perso la propria direzione.