Salvini sfida Meloni sugli aiuti all’Ucraina: “Non tolgo soldi alla sanità per una guerra persa”
Il vicepremier Matteo Salvini rifiuta nuovi aiuti militari all’Ucraina, mentre Giorgia Meloni conferma a Volodymyr Zelensky l’impegno dell’Italia: maggioranza in tensione.
Scontro nella maggioranza sugli aiuti a Kiev
Nel giorno in cui la premier Giorgia Meloni incontra a Palazzo Chigi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, assicurando che l’Italia continuerà a sostenere Kiev, il vicepremier Matteo Salvini interviene in televisione per ribadire la contrarietà della Lega all’invio di nuove armi. A fronte delle dichiarazioni della presidente del Consiglio e del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che nei giorni scorsi hanno confermato l’arrivo entro fine mese del decreto per prorogare gli aiuti militari per tutto il 2026, il segretario del Carroccio prende una posizione diametralmente opposta. In collegamento con “4 di sera” su Rete4 afferma: «Io non tolgo soldi alla sanità italiana per fare andare avanti una guerra che è persa». Il vicepremier sottolinea i costi complessivi del conflitto e insiste sul fatto che l’Europa non possa sostenere a lungo un impegno finanziario così alto. A suo giudizio, la linea scelta da alcuni leader europei sarebbe finalizzata più alla tutela di interessi politici che alla ricerca di una soluzione negoziata.
La critica a Bruxelles e il riferimento a Donald Trump
Nel suo intervento, Matteo Salvini cita le recenti parole di Donald Trump, secondo cui gli Stati Uniti non intenderebbero continuare a finanziare la guerra. «Trump ha già detto: “Io non ci metto più una lira, se volete andare avanti la pagate voi”», ricorda Salvini, sostenendo che solo per l’Europa il costo ammonterebbe a 140 miliardi di euro. Il vicepremier aggiunge che «c’è un piano proposto dal presidente Trump» e invita a lasciar proseguire il confronto internazionale. Critica poi quella che definisce una posizione rigida dell’Unione Europea, affermando che «qualcuno in Europa, per salvare il suo posto e la sua poltrona, non ha interesse a fare una pace concreta». Nel suo ragionamento paragona le ambizioni occidentali alle sconfitte storiche di Napoleone e Hitler, sostenendo che mettere in ginocchio la Russia sia impossibile e che l’unica via praticabile sia la trattativa. Sottolinea infine che la critica di Trump non sarebbe rivolta ai cittadini europei, ma ai «vertici, alla burocrazia europea» che lui stesso contesta da anni.
Sanità, regole europee e la richiesta di un negoziato
La posizione espressa dal leader della Lega ruota intorno alla priorità delle risorse nazionali. Salvini afferma che non sosterrà scelte che sottraggano fondi ai servizi essenziali per destinarli al conflitto. A suo avviso, l’Italia dovrebbe concentrarsi su un percorso diplomatico piuttosto che prolungare l’impegno militare. Il vicepremier collega infine la sua critica alla gestione europea delle politiche energetiche e ambientali, affermando che gli stessi organismi che impongono «regole folli sulle caldaie, sui caminetti, sui motorini, sui furgoni» sarebbero responsabili di una linea inflessibile sul conflitto. Il voto sul decreto di proroga, atteso in Consiglio dei ministri, si preannuncia quindi come un banco di prova significativo per l’unità della coalizione di governo.
