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Conte scende in campo e sfida Bernini sui test di Medicina, “Non si può dire a uno studente che è inutile”

Riunione nella sede del Movimento Cinquestelle a Roma: Giuseppe Conte ascolta universitari e sindacati, trasformando la protesta sui test di Medicina in un nuovo fronte politico contro il governo.

La riunione a Roma e la strategia del Movimento Cinquestelle

Tutti seduti in cerchio, con Giuseppe Conte al centro, in una scena a metà tra assemblea didattica e riunione militante. È questo il quadro che si è presentato nella sede del Movimento Cinquestelle a Roma, dove il leader ha incontrato una delegazione di studenti universitari.

Accanto a lui alcuni dei volti più riconoscibili del partito, tra cui Barbara Floridia e Vittoria Baldino, a testimoniare il peso politico attribuito all’iniziativa.

Il tema è quello dell’accesso alla facoltà di Medicina, diventato negli ultimi giorni terreno di scontro tra governo e opposizioni. La protesta è partita dall’Udu, l’Unione degli Studenti Universitari, e da alcuni collettivi, scesi in piazza contro il nuovo sistema di ingresso.

Conte ha fiutato l’occasione, individuando nel malcontento studentesco un possibile fronte di attacco all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

Lo scontro con la ministra Bernini e il caso Atreju

Sul versante governativo, la ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha aperto a una serie di correttivi tecnici.

Ha annunciato la disponibilità a intervenire già dal prossimo anno sul funzionamento del nuovo sistema, valutando una riduzione dei programmi d’esame, un’estensione della durata delle lezioni e un ampliamento dei tempi tra la fine dei corsi e gli appelli, per garantire maggiore spazio alla didattica.

Nessun passo indietro, però, sui test d’ingresso.

Nonostante ciò, il dibattito politico si è infiammato dopo l’episodio avvenuto ad Atreju, la manifestazione di Fratelli d’Italia, quando Anna Maria Bernini, rispondendo a un gruppo di contestatori, ha detto:

«Siete sempre e solo dei poveri comunisti». Subito dopo ha aggiunto: «Imparate ad ascoltare prima di contestare, fatemi parlare. Questo dimostra tutta la vostra inutilità».

Frasi che hanno offerto all’opposizione un appiglio per spostare l’attenzione dal merito della riforma al piano dello scontro politico e simbolico.

L’asse con i sindacati studenteschi e la mossa di Conte

I Cinquestelle hanno così deciso di ospitare nella loro sede una delegazione dell’Udu, rafforzando una saldatura che da tempo vede convergere opposizioni parlamentari, sindacati e movimenti studenteschi.

La protesta sull’accesso a Medicina è diventata parte di una dinamica più ampia, in cui ogni mobilitazione rappresenta un’occasione per colpire il governo. Giuseppe Conte, intervenendo pubblicamente, ha spiegato la sua scelta con parole precise:

«Non si può dire a uno studente che è inutile. I ragazzi, gli studenti vanno ascoltati». L’ex premier ha poi attaccato la gestione dell’università parlando di «enormi disagi all’Università e il caos sui test di Medicina» e annunciando l’intenzione di portare le istanze degli studenti in Parlamento.

«Porteremo la loro voce e le loro istanze in Parlamento», ha dichiarato, anticipando un’interrogazione alla ministra Anna Maria Bernini nel question time alla Camera. L’iniziativa segna un nuovo passaggio nello scontro politico sull’università e sull’accesso alle professioni sanitarie.