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Violenza contro la polizia, Sardone: “Silenzio inaccettabile della sinistra”

A Rete 4, durante 4 di Sera, Silvia Sardone attacca duramente Pd e sinistra sul caso Askatasuna, mentre a Torino esplode la violenza contro la polizia.

Petardi contro la polizia e tensione a Torino

Il tema dello sgombero del centro sociale Askatasuna domina il dibattito politico e televisivo. A Torino, nelle ultime ore, gli antagonisti legati al centro sociale hanno preso di mira i poliziotti in assetto antisommossa con un lancio fitto di petardi, diretti verso le teste degli agenti impegnati nel presidio dell’area.

Una situazione di forte tensione che ha riportato al centro dell’attenzione il rapporto tra una parte della sinistra istituzionale e i movimenti antagonisti.

Proprio su questi fatti si è concentrata la puntata di 4 di Sera, il talk show di approfondimento politico in onda su Rete 4, dove lo sgombero di Askatasuna è stato analizzato come uno dei nodi più delicati dell’attualità, tra ordine pubblico, responsabilità politiche e anni di tolleranza contestata.

L’affondo di Sardone: «Non immobili, ma carcere»

Nel corso della trasmissione, Silvia Sardone ha preso la parola con toni durissimi, puntando il dito contro quello che ha definito un sistema di connivenze.

«Per compiere un atto giusto che chiedevamo da tempo, stiamo parlando di estremisti e di sinistra che non meritano immobili regalati, ma il carcere», ha dichiarato.

Sardone ha poi ricordato un passaggio che ritiene centrale nella vicenda: «Io ricordo che l’amministrazione di Torino aveva già dato 100.000 euro loro per ristrutturare l’immobile e aveva già fatto un accordo di fatto per regalarglielo, adesso ovviamente prende le distanze, ci hanno messo un po’».

Parole che chiamano direttamente in causa la gestione politica degli anni precedenti e il ruolo delle amministrazioni locali. Secondo l’europarlamentare, lo sgombero arriva dopo una lunga fase di tolleranza che avrebbe finito per legittimare realtà ostili allo Stato.

Le accuse al Pd e il silenzio della sinistra

L’attacco di Silvia Sardone si è poi concentrato sul piano politico nazionale. «Io credo che Partito Democratico e sinistra dovrebbero scusarsi per il rapporto di connivenza portato avanti in questi anni nei confronti di chi odia lo Stato e di chi odia le forze dell’ordine», ha affermato.

Un’accusa che si inserisce in un clima già incandescente, aggravato dagli episodi di violenza urbana. Sardone ha richiamato anche alcune scritte apparse sui muri della città: «Ecco questi qua stanno scrivendo sui muri della città “più smirri morti” e non credo che sia qualcosa di accettabile».

Secondo quanto emerso nel dibattito televisivo, a fronte di questi episodi non sarebbe arrivata alcuna presa di posizione netta dalla sinistra.

Un silenzio che, secondo l’esponente del centrodestra, pesa quanto le azioni degli antagonisti e contribuisce ad alimentare una frattura sempre più profonda tra istituzioni, forze dell’ordine e una parte del mondo politico.