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FdI richiama i deputati dopo il caos condomini: stop alle iniziative autonome

Dopo il caso della riforma sui condomini, il capogruppo Galeazzo Bignami impone ai deputati di Fratelli d’Italia un controllo preventivo obbligatorio su ogni proposta di legge.

Il caso della riforma che ha fatto scattare l’altolà
La linea tracciata dai vertici di Fratelli d’Italia arriva dopo settimane di tensioni interne legate a disegni di legge presentati senza un coordinamento politico preventivo. L’episodio più recente riguarda il progetto di riforma delle norme sui condomini, depositato alla Camera con prima firma di Elisabetta Gardini, che ha sollevato immediate polemiche. Il testo introduceva una serie di novità rilevanti per il settore, a partire dall’obbligo di laurea almeno triennale per gli amministratori di condominio. Erano previste anche nuove figure professionali, come il revisore contabile e il responsabile della protezione dei dati personali, almeno per i complessi di maggiori dimensioni. Tra le misure figuravano inoltre la tracciabilità dei pagamenti e, soprattutto, la possibilità di una rivalsa economica sui condòmini in regola qualora uno solo risultasse moroso nei confronti dei fornitori. Un impianto normativo che ha suscitato critiche trasversali e acceso il malumore ai piani alti del partito guidato da Giorgia Meloni.

La lettera di Galeazzo Bignami e la linea imposta
A seguito del caso, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha deciso di intervenire in modo diretto con una lettera indirizzata a tutti i deputati del gruppo. Nel documento, il capogruppo chiarisce che d’ora in avanti sarà «tassativo» sottoporre ogni proposta di legge al vaglio preventivo degli uffici competenti e della stessa guida del gruppo parlamentare. Bignami richiama esplicitamente la necessità di elaborare i testi «in accordo con i dipartimenti competenti che attuano la linea politica di Fratelli d’Italia in accordo con i vertici del partito stesso». Un passaggio che segna un cambio di passo netto rispetto al passato recente, caratterizzato da iniziative individuali finite sotto i riflettori per le loro ricadute politiche. Nella lettera, visionata dall’agenzia di stampa, il capogruppo prova inizialmente a mantenere toni concilianti, ricordando che «gli uffici del gruppo sono a disposizione come sempre per favorire le interlocuzioni necessarie».

Il controllo preventivo diventa obbligatorio
Il messaggio centrale, tuttavia, è di natura prescrittiva. Galeazzo Bignami chiarisce che una proposta di legge, anche se condivisa sul piano politico, non potrà più essere depositata senza un passaggio formale e positivo presso l’ufficio legislativo del gruppo. «Una volta elaborata in accordo con la linea politica e programmatica del partito, la proposta di legge deve essere tassativamente inviata all’ufficio legislativo prima del deposito, e potrà essere depositata solo dopo una valutazione positiva», scrive il capogruppo ai deputati. La disposizione mira a evitare nuovi casi simili a quello dei condomini, che hanno rischiato di creare imbarazzo politico e fratture interne. La direttiva è destinata a incidere direttamente sull’autonomia dei parlamentari nella presentazione delle iniziative legislative, rafforzando il controllo centrale sulle scelte del gruppo alla Camera.