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La Spezia, viaggiava gratis con i biglietti smagnetizzati: 2.200 euro di pedaggi evitati, artigiano finisce in tribunale

Per oltre un anno un artigiano di La Spezia ha aggirato i caselli autostradali usando biglietti smagnetizzati. Identificato dalla polizia stradale, il caso è finito in tribunale.

Il sistema dei biglietti smagnetizzati scoperto dopo mesi di indagini
Aveva individuato un meccanismo semplice quanto illecito per eludere il pagamento dei pedaggi autostradali. Un artigiano residente a La Spezia è riuscito per oltre quattordici mesi a percorrere le principali arterie italiane senza versare quanto dovuto. Il metodo prevedeva l’utilizzo di biglietti autostradali smagnetizzati, che impedivano ai sistemi automatici di rilevare il casello di ingresso. In questo modo il calcolo del pedaggio risultava impossibile o incompleto. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe attraversato i caselli per almeno 51 volte, interessando tratte situate tra Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna. Il danno economico complessivo stimato ammonta a circa 2.200 euro di pedaggi non corrisposti. Il sistema, seppur rudimentale, ha funzionato a lungo prima di attirare l’attenzione degli organi di controllo.

I viaggi gratuiti ricostruiti dalla polizia stradale
Le verifiche sono partite da anomalie riscontrate nei transiti autostradali. Gli agenti della polizia stradale hanno incrociato i dati dei passaggi ai caselli con le immagini delle telecamere di sorveglianza. Attraverso questo lavoro di analisi è stato possibile ricostruire i percorsi effettuati dall’artigiano tra il 2021 e il 2022. Centinaia di chilometri percorsi senza pagare, sfruttando sempre lo stesso espediente. Una volta identificato, l’uomo è stato segnalato all’autorità giudiziaria con l’accusa di truffa ai danni della società concessionaria delle autostrade. Le indagini hanno chiarito che il sistema veniva applicato in modo ripetuto e consapevole, escludendo l’ipotesi di un errore occasionale o di un malfunzionamento casuale del titolo di viaggio.

Il processo a Genova e l’estinzione del reato
Il procedimento giudiziario si è svolto presso il tribunale di Genova. Nel corso del processo, l’imputato ha provveduto a saldare integralmente l’importo dei pedaggi non versati. Il pagamento ha determinato l’estinzione del reato contestato. A seguito della definizione della vicenda giudiziaria, è stata disposta anche la restituzione della Panda dell’uomo, che era stata sequestrata durante le fasi iniziali dell’inchiesta. La vicenda si è così conclusa sul piano penale, dopo aver portato alla luce un sistema di elusione dei controlli che, per oltre un anno, aveva consentito di aggirare i pagamenti autostradali.